La Stria

Commenti (1) Ricette della Bassa

Meglio lo Gnocco  o la Stria?

Questa focaccia era così chiamata perché si usava cuocerla prima degli altri pani per verificare che la temperatura del forno a legna fosse giusta.

Per cui la “Stria ” nel senso di strega era in grado di stabi­lire la giusta temperatura. Altra tradizione fa risalire il nome al colore pallido e giallo che possiede dato che una volta si pensava che le streghe avessero pelle dura e gialliccia.

Ingredienti (per 4 persone)

750 gr. di farina bianca, 35 gr. di lievito di birra,

50 gr. di strutto, 30 gr. di burro

150 gr. di lardo o pancetta, sale

In una terrina lavorare 100 gr. di farina bianca con 5 cucchiai di acqua tiepida e fare riposare l’im­pasto coperto con canovaccio per circa 1 ora in un luogo tiepido.

Mettere la restante farina a fontana sul tagliere, aggiungere un cucchiaino di sale, poi porre al centro la pa­sta lievitata, lo strutto, il burro e lavorare incorporando il tutto con circa 100 cc di acqua tiepida, fino ad ottenere un impasto liscio e sodo.

Formare una palla, inciderla a croce, e porre in una terrina infarinata, coprirla con un canovaccio e lasciarla lievitare per circa 2 ore.

Tirare l’impasto ottenendo una sfoglia spessa 1 cm, disporla in una teglia unta di olio e cuocerla in forno caldo a 230°C per 30 minuti; 10 minuti prima della fine della cottura cospargere la superficie con il lardo tritato.

Tratto da “Ma sei di coccio?” di Enrico Belgrado

One Response to La Stria

  1. Cosetta ha detto:

    Tutti piatti della mia infanzia … BUONISSIMI.
    Ora che vivo da quarant’anni a Ravenna mi fanno tanta voglia e tanta NOSTALGIA !!!!!

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