1940/41 – Scuole Elementari in tempo di guerra

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Scuole Elementari di Mirandola - Gruppo di insegnanti

1932 Scuole elementari-gruppo di insegnanti

Dal registro degli scrutini o degli esami delle classi Elementari di Mirandola

Anno scolastico 1940/1941

L’anno scolastico 1940/’41 comincia il 25 settembre e si conclude il 15 maggio. L’insegnante commenta: “Per le circostanze speciali in cui si trova la Patria le lezioni terminano con notevole anticipo. Proprio quando si cominciava a raccogliere il frutto di ciò che si era seminato, quando si cominciava a lavorare sul concreto, sono terminate le lezioni ed il lavoro è rimasto incompleto”.

I giorni scolastici sono, comunque molti, ben 210, non ci sono state vacan­ze e questo ha consentito ai docenti di svolgere il regolare programma.

Durante il periodo invernale le lezioni si svolgono con orario ridotto e a causa di una forte nevicata la scuola chiude alcune settimane.

Gli alunni fanno frequenti assenze, soprattutto per motivi di salute. Alcuni abbandonano perché le famiglie si spostano, altri perché vanno in Colonia e altri ancora devono aiutare, con il proprio lavoro, le famiglie in difficoltà.

Alla fine di ogni anno scolastico ci sono gli esami. I bambini, nella prima sessione d’esame, a luglio, vengono “approvati” o “non approvati’, il che comporta, in quest’ultimo caso, essere rimandati alla seconda sessione di settembre, e da qui essere finalmente approvati oppure irrimediabilmente bocciati.

Gli alunni ricevono nelle diverse discipline una votazione in numeri ordina­li: “primo”, “secondo” e “terzo” danno diritto alla promozione, “quarto” è un’insuf­ficienza; un’unica insufficienza comporta essere rimandati, più insufficienze deter­minano la bocciatura.

Vengono poi valutate le “note caratteristiche”, cioè la “disciplina” e il “rispetto all’igiene e pulizia della persona”.

Una maestra annota criticamente: “Fin dai primi giorni di lezione feci agli alunni le mie raccomandazioni più sentite riguardanti la puntualità, la pulizia, l’or­dine, la disciplina indispensabili alla buona riuscita e ottenni un discreto risultato … purtroppo alcune famiglie non si curano delle proprie figliole, le quali sono sciattone e apatiche, destinate ad essere le guasta classe”.

Le classi sono molte numerose con un minimo di 33 bambini e un massi­mo di 50, omogenee per sesso, solo maschili o solo femminili. Dai ricordi di un ex alunno: “C’era molta curiosità da parte di noi bambini per le coetanee dell’altro sesso che incontravamo nei corridoi, ma non ci si poteva parlare e, a controllare che questo non avvenisse, c’erano maestri e bidelli”.

Le classi continuano ad essere disomogenee per età: nella stessa classe frequen­tano scolari fino a sette annate di nascita differenti. Da un registro: “Il 25 Settembre u.s. il R. Ispettore Scolastico, che sostituiva il R. Direttore Didattico richiamato alle armi, mi assegnava la classe terza maschile sezione B formata di 39 elementi, 21 dei quali pro­venienti dalla mia prima, 14 che trovai ripetenti in seconda e 4 ripetenti la terza”.

Quell’anno scolastico nella sezione maschile ci sono 471 iscritti, di cui il 95% frequenta e il 70% è promosso all’anno successivo; nella sezione femminile delle 415 iscritte il 91% frequenta e il 71% passa l’esame finale.

La maestra è fiduciosa: “114 che si presenteranno a ottobre sono tutti in grado di potere, mettendocisi di buona voglia, sostenere un buon esame ed essere promossi. Fra di essi non v’è nessun deficiente: sono alunni parte malati e parte non hanno messo nello studio buona volontà. A questi ultimi ho negato la promozione per castigo e perché si applichino allo studio nelle vacanze”.

Molto favorite, al loro ingresso a scuola, sono le alunne che provengono dal locale Asilo Infantile; nel registro di loro si parla così: “ già abituate a parlare l’italiano, addestrate nella recitazione, nel canto, nel disegno mentre le altre fanciulle, provenienti dalla famiglia, sono di condizioni disagiate e ignare di tutto”.

I bambini più bisognosi ricevono beni e sussidi: “Tredici alunni ottennero il sussidio del libro di lettura, dei quaderni; sei gli zoccoli; sette la refezione, alcuni la Befana Fascista, e cinque frequentarono il ritrovo G.I.L. (1927 – 1943: organizzazione giovanile fascista creata per la “preparazione spirituale, sportiva e paramilitare dei giovani’, annualmente organizzava i Ludi juveniles della cultura, dell’arte, dell’edu­cazione fisica e dello sport).

Nelle frazioni, tra i più poveri, vengono distribuiti quaderni, libri e pennini gratuiti. Per le mamme è prevista l’iscrizione alle Massaie Rurali.

I docenti preparano quotidianamente la lezione, con passione, amorevole im­pegno e rispetto per la propria professione, che all’epoca godeva di considerazione e riconoscimento da parte dell’intera comunità. Nei registri si trovano varie annotazio­ni da cui si evincono i metodi e i contenuti, ma si può anche percepire l’entusiasmo dei maestri stessi nello svolgimento del proprio mestiere: “il metodo d’insegnamento da me adottato fu il globale, metodo nuovo che intrapresi con poca fiducia parendomi impossibile, presentando tutte le lettere in una volta, di riuscire ad insegnare a leggere e a scrivere correttamente. Ora invece posso assicurare che è un ottimo metodo per mezzo del quale, in breve tempo, tutti gli alunni imparano non soltanto a scrivere benino sotto det­tatura ma bensì a scrivere da soli il nome delle cose loro presenti ed anche brevi pensieri. Con quanto piacere ascoltavo, nei corridoi, i bambini leggere i cartelloni di propaganda antiaerea. Con questo metodo dovendo lasciare gli scolaretti lavorare liberi la disciplina viene a mancare”… “Cambiai spesso i librini della Bibliotechina e feci diverse dettature ideologiche per arricchire la mente degli alunni di nuove cognizioni. Mi procurai favolette illustrate che tenni appese alle pareti e ne feci fare i riassunti. Grande fu la smania e la gioia che procurai a tutti facendo allestire un piccolo Presepio in un angolo dell’aula e davanti al quale recitarono le poesie natalizie che feci studiare”… “Ho curato il lavoro femminile; abbiamo cucito parecchie paia di pantofole con vecchi fez, abbiamo tenuto con cura note di economia domestica, d’igiene della casa e della persona”.

1942 Una classe della Maestra Comini

1942 Una classe della Maestra Comini

Anche all’epoca, nonostante il particolare periodo storico, molta importan­za era attribuita al materiale didattico e ai locali.

Dal registro: “Mi trovai disorientata per la mancanza soprattutto del materiale che vuole abbondante e vario. Mancava anche il consiglio del buon signor Direttore, ancora sotto le armi, ma quando venne non mancò il suo aiuto per un indirizzo fattivo e la preparazione del materiale con la larghezza consentita dalle limitate disponibilità della scuola, in questi tempi eccezionali. Non si potè avere il grande alfabetiere murale, che sarebbe indispensabile, ma supplii con disegni colorati fatti su cartoncini bianchi, poi feci applicare le illustrazioni del testo su una tela bianca, così ogni alunna ebbe sempre il suo alfabetiere a portata di mano, poi feci ritagliare le letterine rinforzate con carton­cino. Poi il signor Direttore fece preparare delle scatole con tutte le lettere dell’alfabeto, i numeri, i segni d’interpunzione da poter inserire su una lista di cartone per formare le parole, seguendo l’esempio della maestra, fornita di lettere stampate molto più grandi da porre su un apposito sostegno di legno”. “L’aula che ci accolse era ariosa, illuminata ed io cercai di abbellirla con quadri di Eroi e Caduti per la Patria, che appesi alle pareti, ed altri istruttivi ed artistici e con vasi di piante ornamentali sui davanzali delle tre larghe finestre per le quali entrava: aria, luce, sole. Trovai tutto l’arredamento scolastico nuovo ed in buono stato ed invitai gli alunni a mantenerlo tale e ad amarlo. La pulizia venne fatta regolarmente dai bidelli e tanto insistetti perché i miei scolari la rispettassero, essen­do la prima cosa necessaria per vivere sani. Purtroppo, nei duri mesi d’inverno (Gennaio, Febbraio), dovemmo lasciare la nostra bell’aula per il gran freddo, trovandosi al secondo piano del fabbricato scolastico ed essendo l’ultima dell’ala destra ed andammo in una del Ritrovo G.L.L. nel sotterraneo, dove la temperatura era molto buona passandovi i diversi tubi dei caloriferi di tutte le aule dei maschi”.

Grandissima importanza, in tutte le classi, viene data alla conoscenza del fascismo e dell’andamento della guerra e alla propaganda fascista.

1943 Foto Marchi

1943 Foto Marchi

 

“Ho propagato l’amore della lettura del giornale “Il Balilla” illustrandone i rac­conti più belli; ho tenuta viva la corrispondenza fra gli alunni ed i Combattenti dai quali abbiamo ricevuto letterine piene di riconoscenza e di entusiasmo persino l’ultimo giorno di scuola. Cercai di fare intendere la missione storica dell’Italia nel mondo, come missione imperiale ereditata da Roma e cercai di contribuire alla creazione di una co­scienza imperiale e coloniale facendo conoscere il nuovo posto dell’Italia al sole, guada­gnato dai nostri ottimi soldati, guidati dal magnanimo nostro Duce, e che ora ci è stato preso in buona parte dalla nemica Inghilterra ma che certamente riconquisteremo”.

I bambini vengono sensibilizzati dai docenti, che seguono precise indicazio­ni didattiche, agli avvenimenti che li circondano, sono tesserati alla G.I.L, versano fondi per la società “Dante Alighieri”, la Croce Rossa, la Bibliotechina, raccolgono lana e metalli per i soldati in guerra, libri e riviste per i feriti. Alcune bambine par­tecipano ai corsi dell’attività del sabato fascista.

I docenti sono politicamente attivi; nel registro uno di loro annota il proprio impegno: Alla G.I.L. ho dato la mia attività svolgendo il corso di capo-squadra (parte teorica) alle RI. e tesserando, oltre la totalità degli alunni, anche i seguenti elementi fuori scuola: un Giovane Fascista; due Giovani Fasciste operaie; quattro Figlie della Lupa; due Giovani Italiane operaie; tre Piccole Italiane; due Avanguardisti e quattro Figli della Lupa. Ho raccolto lana, indumenti, offerte per un complessivo di £ 69 e £ 50 per l’acquisto di lana con la quale parecchie mamme hanno confezionato ventriere, maglie, calze, calzettoni, guanti, passamontagna per i Combattenti. Ho ingaggiato la lotta con­tro gli sprechi e la gara per l’offerta della carta straccia, del rame, del ferro, del piombo, del nichelio e di libri, giornali e riviste per i feriti di guerra”.

Libro della seconda classe elementare - Italia nera - 1941

Libro della seconda classe elementare – Italia nera – 1941

Nella Sicilia liberata dagli alleati già nel 1943 lavora una commissione guidata dal pedagogista Carleton Washburne, seguace di Dewey, per la revisione dei programmi scolastici. Nel 1944 una seconda commissione si occupa dei programmi della scuola elementare, la più influenzata dal regime fascista, per “defascistizzarli” e si propone obiettivi molto avanzati e aperture pluriconfessionali, che incontrano l’opposizione dei cattolici. Allora alla commissione è affiancato un rappresentante della Chiesa per la difesa degli interessi cattolici. I programmi rap­presentano un compromesso tra gli ideali democratici e innovativi della premessa e il programma delle singole discipline di impostazione molto moderata.

Nella premessa si legge: “Nella nuova Scuola Elementare Italiana dovrà domi­nare un vivo sentimento di fraternità umana che superi l’angusto limite dei nazionali­smi, una serena volontà di lavorare e di servire il paese con onestà di propositi. A ciò ten­dono i nuovi programmi con una chiara visione dei problemi critici, che trova sviluppo in ciascuna delle materie di studio. È da rilevare che con l’educazione morale e civile si mira, più che a una precettistica di vecchia maniera, alla formazione del carattere, con un avveduto esercizio della libertà nella pratica dell autogoverno .”

Copertina Meridiana

Copertina Meridiana

Le discipline sono: religione, educazione morale, civile e fisica, lavoro, lin­gua italiana, storia e geografia, aritmetica e geometria, scienze/igiene, disegno e belli scrittura, canto. La valutazione di lavoro, storia e geografia, scienze/igiene e canto inizia in classe terza. In realtà tali discipline, anche se non valutate, compaiono in quasi tutte le programmazioni mensili fin dalla prima.

Le idee conduttrici della proposta sono: la tutela della salute e dello svilup­po fisico, mentale ed emotivo del fanciullo, il rispetto della spontaneità infantile, l’affermazione dell’autonomia e della libera iniziativa, lo sviluppo di sentimenti di solidarietà e fratellanza umana.

Nell’Italia dell’epoca, assai timorosa del nuovo, i tentativi di rinnovamento dell’editoria scolastica sono pochi e cauti, per cui si provvede, per lo più, solamente ai tagli propagandistici relativi all’ideologia fascista e permane il conformismo edu­cativo tradizionale, anche se non mancano le eccezioni, cioè i testi che parlano della Resistenza e dei diritti dei bambini, ben diversi dalle proposte didattiche enunciate nei libri del Regime.

DOVERI E DIRITTI DEL FANCIULLO,
DELL’UOMO, DEL CITTADINO

Ciascuno di noi, come semplice individuo e come membro di una comunità ha diritti e doveri.

Ognuno sa che cosa sia un diritto, giacché sente in sé l’esigenza che gli altri lo trattino in modo conforme ai suoi desideri e ai suoi bisogni; ad ogni nostro di­ritto, evidentemente, corrisponde un dovere per gli altri; e poiché gli altri hanno gli stessi nostri diritti, ad ogni loro diritto corrisponde un dovere per noi. Così se vogliamo vivere liberi, dobbiamo rispettare la libertà degli altri; se vogliamo che venga rispettata la nostra roba, dobbiamo a nostra volta rispettare l’altrui…

Ogni diritto, dunque, corrisponde ad un dovere compiuto; ed è grave errore pre­tendere il riconoscimento del primo, senza avere prima adempiuto agli obblighi che ci impone la nostra condizione di figli, di scolari, di cittadini.

Tratto da: C’era una volta la nostra scuola…..150 anni di Scuola Elementare a Mirandola vissuti attraverso la lettura dei registri di classe.

Autori-Gruppi di lavoro: Bosi Nazzarena, Golinelli Silvia, Malaguti Marcella, Volponi Angela.

Con la collaboriazione dei docenti del gruppo per il Centenario della scuola: Anderlini Lorena, Bigi Stefania, Brunelli Cecilia, Dotti Milo, Oliva Anna Signori Laura.

Anno: 2011

Edizioni Al Barnardon

Costo Euro 13,00

Dal registro degli scrutini o degli esami delle classi Elementari di Mirandola

Anno scolastico 1940/1941

L’anno scolastico 1940/’41 comincia il 25 settembre e si conclude il 15 maggio. L’insegnante commenta: “Per le circostanze speciali in cui si trova la Patria le lezioni terminano con notevole anticipo. Proprio quando si cominciava a raccogliere il frutto di ciò che si era seminato, quando si cominciava a lavorare sul concreto, sono terminate le lezioni ed il lavoro è rimasto incompleto”.

I giorni scolastici sono, comunque molti, ben 210, non ci sono state vacan­ze e questo ha consentito ai docenti di svolgere il regolare programma.

Durante il periodo invernale le lezioni si svolgono con orario ridotto e a causa di una forte nevicata la scuola chiude alcune settimane.

Gli alunni fanno frequenti assenze, soprattutto per motivi di salute. Alcuni abbandonano perché le famiglie si spostano, altri perché vanno in Colonia e altri ancora devono aiutare, con il proprio lavoro, le famiglie in difficoltà.

Alla fine di ogni anno scolastico ci sono gli esami. I bambini, nella prima sessione d’esame, a luglio, vengono “approvati” o “non approvati’, il che comporta, in quest’ultimo caso, essere rimandati alla seconda sessione di settembre, e da qui essere finalmente approvati oppure irrimediabilmente bocciati.

Gli alunni ricevono nelle diverse discipline una votazione in numeri ordina­li: “primo”, “secondo” e “terzo” danno diritto alla promozione, “quarto” è un’insuf­ficienza; un’unica insufficienza comporta essere rimandati, più insufficienze deter­minano la bocciatura.

Vengono poi valutate le “note caratteristiche”, cioè la “disciplina” e il “rispetto all’igiene e pulizia della persona”.

Una maestra annota criticamente: “Fin dai primi giorni di lezione feci agli alunni le mie raccomandazioni più sentite riguardanti la puntualità, la pulizia, l’or­dine, la disciplina indispensabili alla buona riuscita e ottenni un discreto risultato … purtroppo alcune famiglie non si curano delle proprie figliole, le quali sono sciattone e apatiche, destinate ad essere le guasta classe”.

Le classi sono molte numerose con un minimo di 33 bambini e un massi­mo di 50, omogenee per sesso, solo maschili o solo femminili. Dai ricordi di un ex alunno: “C’era molta curiosità da parte di noi bambini per le coetanee dell’altro sesso che incontravamo nei corridoi, ma non ci si poteva parlare e, a controllare che questo non avvenisse, c’erano maestri e bidelli”.

Le classi continuano ad essere disomogenee per età: nella stessa classe frequen­tano scolari fino a sette annate di nascita differenti. Da un registro: “Il 25 Settembre u.s. il R. Ispettore Scolastico, che sostituiva il R. Direttore Didattico richiamato alle armi, mi assegnava la classe terza maschile sezione B formata di 39 elementi, 21 dei quali pro­venienti dalla mia prima, 14 che trovai ripetenti in seconda e 4 ripetenti la terza”.

Quell’anno scolastico nella sezione maschile ci sono 471 iscritti, di cui il 95% frequenta e il 70% è promosso all’anno successivo; nella sezione femminile delle 415 iscritte il 91% frequenta e il 71% passa l’esame finale.

La maestra è fiduciosa: “114 che si presenteranno a ottobre sono tutti in grado di potere, mettendocisi di buona voglia, sostenere un buon esame ed essere promossi. Fra di essi non v’è nessun deficiente: sono alunni parte malati e parte non hanno messo nello studio buona volontà. A questi ultimi ho negato la promozione per castigo e perché si applichino allo studio nelle vacanze”.

Molto favorite, al loro ingresso a scuola, sono le alunne che provengono dal locale Asilo Infantile; nel registro di loro si parla così: “ già abituate a parlare l’italiano, addestrate nella recitazione, nel canto, nel disegno mentre le altre fanciulle, provenienti dalla famiglia, sono di condizioni disagiate e ignare di tutto”.

I bambini più bisognosi ricevono beni e sussidi: “Tredici alunni ottennero il sussidio del libro di lettura, dei quaderni; sei gli zoccoli; sette la refezione, alcuni la Befana Fascista, e cinque frequentarono il ritrovo G.I.L. (1927 – 1943: organizzazione giovanile fascista creata per la “preparazione spirituale, sportiva e paramilitare dei giovani’, annualmente organizzava i Ludi juveniles della cultura, dell’arte, dell’edu­cazione fisica e dello sport).

Nelle frazioni, tra i più poveri, vengono distribuiti quaderni, libri e pennini gratuiti. Per le mamme è prevista l’iscrizione alle Massaie Rurali.

I docenti preparano quotidianamente la lezione, con passione, amorevole im­pegno e rispetto per la propria professione, che all’epoca godeva di considerazione e riconoscimento da parte dell’intera comunità. Nei registri si trovano varie annotazio­ni da cui si evincono i metodi e i contenuti, ma si può anche percepire l’entusiasmo dei maestri stessi nello svolgimento del proprio mestiere: “il metodo d’insegnamento da me adottato fu il globale, metodo nuovo che intrapresi con poca fiducia parendomi impossibile, presentando tutte le lettere in una volta, di riuscire ad insegnare a leggere e a scrivere correttamente. Ora invece posso assicurare che è un ottimo metodo per mezzo del quale, in breve tempo, tutti gli alunni imparano non soltanto a scrivere benino sotto det­tatura ma bensì a scrivere da soli il nome delle cose loro presenti ed anche brevi pensieri. Con quanto piacere ascoltavo, nei corridoi, i bambini leggere i cartelloni di propaganda antiaerea. Con questo metodo dovendo lasciare gli scolaretti lavorare liberi la disciplina viene a mancare”… “Cambiai spesso i librini della Bibliotechina e feci diverse dettature ideologiche per arricchire la mente degli alunni di nuove cognizioni. Mi procurai favolette illustrate che tenni appese alle pareti e ne feci fare i riassunti. Grande fu la smania e la gioia che procurai a tutti facendo allestire un piccolo Presepio in un angolo dell’aula e davanti al quale recitarono le poesie natalizie che feci studiare”… “Ho curato il lavoro femminile; abbiamo cucito parecchie paia di pantofole con vecchi fez, abbiamo tenuto con cura note di economia domestica, d’igiene della casa e della persona”.

Anche all’epoca, nonostante il particolare periodo storico, molta importan­za era attribuita al materiale didattico e ai locali.

Dal registro: “Mi trovai disorientata per la mancanza soprattutto del materiale che vuole abbondante e vario. Mancava anche il consiglio del buon signor Direttore, ancora sotto le armi, ma quando venne non mancò il suo aiuto per un indirizzo fattivo e la preparazione del materiale con la larghezza consentita dalle limitate disponibilità della scuola, in questi tempi eccezionali. Non si potè avere il grande alfabetiere murale, che sarebbe indispensabile, ma supplii con disegni colorati fatti su cartoncini bianchi, poi feci applicare le illustrazioni del testo su una tela bianca, così ogni alunna ebbe sempre il suo alfabetiere a portata di mano, poi feci ritagliare le letterine rinforzate con carton­cino. Poi il signor Direttore fece preparare delle scatole con tutte le lettere dell’alfabeto, i numeri, i segni d’interpunzione da poter inserire su una lista di cartone per formare le parole, seguendo l’esempio della maestra, fornita di lettere stampate molto più grandi da porre su un apposito sostegno di legno”. “L’aula che ci accolse era ariosa, illuminata ed io cercai di abbellirla con quadri di Eroi e Caduti per la Patria, che appesi alle pareti, ed altri istruttivi ed artistici e con vasi di piante ornamentali sui davanzali delle tre larghe finestre per le quali entrava: aria, luce, sole. Trovai tutto l’arredamento scolastico nuovo ed in buono stato ed invitai gli alunni a mantenerlo tale e ad amarlo. La pulizia venne fatta regolarmente dai bidelli e tanto insistetti perché i miei scolari la rispettassero, essen­do la prima cosa necessaria per vivere sani. Purtroppo, nei duri mesi d’inverno (Gennaio, Febbraio), dovemmo lasciare la nostra bell’aula per il gran freddo, trovandosi al secondo piano del fabbricato scolastico ed essendo l’ultima dell’ala destra ed andammo in una del Ritrovo G.L.L. nel sotterraneo, dove la temperatura era molto buona passandovi i diversi tubi dei caloriferi di tutte le aule dei maschi”.

Grandissima importanza, in tutte le classi, viene data alla conoscenza del fascismo e dell’andamento della guerra e alla propaganda fascista.

“Ho propagato l’amore della lettura del giornale “Il Balilla” illustrandone i rac­conti più belli; ho tenuta viva la corrispondenza fra gli alunni ed i Combattenti dai quali abbiamo ricevuto letterine piene di riconoscenza e di entusiasmo persino l’ultimo giorno di scuola. Cercai di fare intendere la missione storica dell’Italia nel mondo, come missione imperiale ereditata da Roma e cercai di contribuire alla creazione di una co­scienza imperiale e coloniale facendo conoscere il nuovo posto dell’Italia al sole, guada­gnato dai nostri ottimi soldati, guidati dal magnanimo nostro Duce, e che ora ci è stato preso in buona parte dalla nemica Inghilterra ma che certamente riconquisteremo”.

I bambini vengono sensibilizzati dai docenti, che seguono precise indicazio­ni didattiche, agli avvenimenti che li circondano, sono tesserati alla G.I.L, versano fondi per la società “Dante Alighieri”, la Croce Rossa, la Bibliotechina, raccolgono lana e metalli per i soldati in guerra, libri e riviste per i feriti. Alcune bambine par­tecipano ai corsi dell’attività del sabato fascista.

I docenti sono politicamente attivi; nel registro uno di loro annota il proprio impegno: Alla G.I.L. ho dato la mia attività svolgendo il corso di capo-squadra (parte teorica) alle RI. e tesserando, oltre la totalità degli alunni, anche i seguenti elementi fuori scuola: un Giovane Fascista; due Giovani Fasciste operaie; quattro Figlie della Lupa; due Giovani Italiane operaie; tre Piccole Italiane; due Avanguardisti e quattro Figli della Lupa. Ho raccolto lana, indumenti, offerte per un complessivo di £ 69 e £ 50 per l’acquisto di lana con la quale parecchie mamme hanno confezionato ventriere, maglie, calze, calzettoni, guanti, passamontagna per i Combattenti. Ho ingaggiato la lotta con­tro gli sprechi e la gara per l’offerta della carta straccia, del rame, del ferro, del piombo, del nichelio e di libri, giornali e riviste per i feriti di guerra”.

Nella Sicilia liberata dagli alleati già nel 1943 lavora una commissione guidata dal pedagogista Carleton Washburne, seguace di Dewey, per la revisione dei programmi scolastici. Nel 1944 una seconda commissione si occupa dei programmi della scuola elementare, la più influenzata dal regime fascista, per “defascistizzarli” e si propone obiettivi molto avanzati e aperture pluriconfessionali, che incontrano l’opposizione dei cattolici. Allora alla commissione è affiancato un rappresentante della Chiesa per la difesa degli interessi cattolici. I programmi rap­presentano un compromesso tra gli ideali democratici e innovativi della premessa e il programma delle singole discipline di impostazione molto moderata.

Nella premessa si legge: “Nella nuova Scuola Elementare Italiana dovrà domi­nare un vivo sentimento di fraternità umana che superi l’angusto limite dei nazionali­smi, una serena volontà di lavorare e di servire il paese con onestà di propositi. A ciò ten­dono i nuovi programmi con una chiara visione dei problemi critici, che trova sviluppo in ciascuna delle materie di studio. È da rilevare che con l’educazione morale e civile si mira, più che a una precettistica di vecchia maniera, alla formazione del carattere, con un avveduto esercizio della libertà nella pratica dell autogoverno .”

Le discipline sono: religione, educazione morale, civile e fisica, lavoro, lin­gua italiana, storia e geografia, aritmetica e geometria, scienze/igiene, disegno e belli scrittura, canto. La valutazione di lavoro, storia e geografia, scienze/igiene e canto inizia in classe terza. In realtà tali discipline, anche se non valutate, compaiono in quasi tutte le programmazioni mensili fin dalla prima.

Le idee conduttrici della proposta sono: la tutela della salute e dello svilup­po fisico, mentale ed emotivo del fanciullo, il rispetto della spontaneità infantile, l’affermazione dell’autonomia e della libera iniziativa, lo sviluppo di sentimenti di solidarietà e fratellanza umana.

Nell’Italia dell’epoca, assai timorosa del nuovo, i tentativi di rinnovamento dell’editoria scolastica sono pochi e cauti, per cui si provvede, per lo più, solamente ai tagli propagandistici relativi all’ideologia fascista e permane il conformismo edu­cativo tradizionale, anche se non mancano le eccezioni, cioè i testi che parlano della Resistenza e dei diritti dei bambini, ben diversi dalle proposte didattiche enunciate nei libri del Regime.

DOVERI E DIRITTI DEL FANCIULLO,
DELL’UOMO, DEL CITTADINO

Ciascuno di noi, come semplice individuo e come membro di una comunità ha diritti e doveri.

Ognuno sa che cosa sia un diritto, giacché sente in sé l’esigenza che gli altri lo trattino in modo conforme ai suoi desideri e ai suoi bisogni; ad ogni nostro di­ritto, evidentemente, corrisponde un dovere per gli altri; e poiché gli altri hanno gli stessi nostri diritti, ad ogni loro diritto corrisponde un dovere per noi. Così se vogliamo vivere liberi, dobbiamo rispettare la libertà degli altri; se vogliamo che venga rispettata la nostra roba, dobbiamo a nostra volta rispettare l’altrui…

Ogni diritto, dunque, corrisponde ad un dovere compiuto; ed è grave errore pre­tendere il riconoscimento del primo, senza avere prima adempiuto agli obblighi che ci impone la nostra condizione di figli, di scolari, di cittadini.

Tratto da: C’era una volta la nostra scuola…..150 anni di Scuola Elementare a Mirandola vissuti attraverso la lettura dei registri di classe.

Autori-Gruppi di lavoro: Bosi Nazzarena, Golinelli Silvia, Malaguti Marcella, Volponi Angela.

Con la collaboriazione dei docenti del gruppo per il Centenario della scuola: Anderlini Lorena, Bigi Stefania, Brunelli Cecilia, Dotti Milo, Oliva Anna Signori Laura.

Anno: 2011

Edizioni Al Barnardon

Costo Euro 13,00

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