Quirino Mantovani – Eravamo noi la capitale dei pacchi

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Mirandola Fiera di Maggio

Eravamo noi la capitale dei pacchi

A Mirandola c’erano davvero tanti personaggi e tra questi uno dei più conosciuti era senza dubbio Silvano Malaguti detto “Stip”, un uomo di stazza robusta sempre pronto allo scherzo. Vi voglio raccontare una delle tante vicende di Stip.

In Fiera a Mirandola c’era una bancarella in cui veniva allestita una sorta di lotteria, in parte anche antesignana della tra­smissione “Affari tuoi”, il gioco dei pacchi che va in onda su Rai Uno.

L’ambulante della Fiera mirandolese consegnava ai giocatori un biglietto che costava cento lire. Una volta venduti tutti i biglietti, faceva estrarre a uno del pubblico una pallina con un numero. Al fortunato possessore del biglietto corrispondente al numero estratto, veniva poi fatta scegliere una busta, all’interno della quale erano state messe in precedenza delle somme di denaro che in genere andavano da diecimila a zero lire.

Il gestore della lotteria a questo punto faceva delle offerte per “ricomprare” la busta, offerte che il giocatore poteva accettare o meno, tenendosi la busta e la relativa somma contenuta.

Una volta anche Stip partecipa alla lotteria e vince la busta. E inizia uno scoppiettante duetto con l’ambulante. «Per la sua busta le offro mille lire» dice l’uomo. Stip lo fissa e gli risponde brusco: « Can mort ! An son minga a la fam (Cane morto! Non sono alla fame)». L’ambulante gestore del gioco allora rilancia: «Le do due mila lire». Stip gli si avvicina, estrae il portafogli e gli sventola in faccia diverse banconote da cinque e dieci mila lire dicendogli: «A son in grad at com­prar te e la tò baraca (Sono in grado di comperare te e la tua baracca)». A questo punto l’ambulante, piccato, rilancia alla grande, ormai convinto che Stip non accetti nessu­na somma. «Per la sua busta offro cinque mila lira» an­nuncia con voce stentorea ai presenti che nel frattem­po sono molto aumentati di numero, incuriositi dal “duello” in atto. Stip in­vece risponde subito: «Dà che (Dà qui)», lasciando di stucco il gestore, impietrito dalla risposta. A quel punto non gli resta che consegna­re, con estrema riluttanza, il denaro a Stip.

Il burlone mirandolese, evidentemen­te non pago della vittoria, si reca in una vicina banca­rella, dove vendono panini e birre, ne acquista una bella scorta e va a mangiare e bere allegramente proprio di fronte al gestore del banco-lotteria che gli rivolge un sorriso tirato. Una volta rifocillato, Stip ringrazia educatamente l’uomo della lot­teria e se ne va tra l’ilarità dei presenti. Silvano Malaguti era davvero un gran personaggio!

Tratto da: Amarcord Mirandola 2

Autore: Quirino Mantovani

Anno 2018

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