Giorgio Siena – Microcriminalità giovanile e dispersione scolastica

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Microcriminalità giovanile e dispersione scolastica 
E’ chiaro che il 18enne che ha ucciso 2 persone era un clandestino di quelli destinati all’espulsione. Che ciò non sia avvenuto è un fatto.
Che il problema sia complicato e che debba essere risolto anche in Europa è certo, come è certo che non esistono delle ricette di destra e di sinistra, quanto delle soluzioni efficaci.
Questo però ci deve far pensar al problema della sicurezza in generale e al fatto che siamo facilmente esposti ad eventi imponderabili.
Secondo molti sociologi il problema maggiore nei prossimi anni, anche a livello europeo, sarà la microcriminalità giovanile. Faccio una premessa che deriva dal caso stesso accaduto a Mirandola.
Abbiamo avuto di fronte due casi di immigrazione: un delinquente fuori controllo ed una signora, straniera nel ruolo di badante, vittima lei stessa.
Paradigma concreto del fatto che nel nostro territorio vi sono stranieri regolari che lavorano, importanti per il lavoro che svolgono e hanno figli che frequentato le nostre scuole.
Premesso questo non sopporto lo scontro buonisti e cattivisti: è da paese immaturo e arretrato.
Servono, anche per Mirandola, le soluzioni che possono prevenire e controllare le generazioni a maggior disagio di devianza verso situazioni di microcriminalità.
Un episodio così grave è un fatto isolato ma il vero problema è la sempre più diffusa crisi comportamentale degli adolescenti maschi prevalentemente fra i 15 e i 18 anni.
Il dato statistico è noto a Modena e a Mirandola, circa il 15% d’insuccesso scolastico, dispersione e abbandoni prepara forme di marginalità, comportamenti di violazione del bene pubblico e privato e un peggioramento sul livello generale.
E’ chiaro che la presenza dei giovani stranieri e di diverse etnie ha aumentato il problema.
Oggi serve un piano di azione molto ben coordinato. Per punti, questo si dovrebbe fare:
  1. Occorre costruire una vera rete fra scuole, servizi del comune, distretto sanitario e sociale, forze dell’ordine, associazioni di volontariato, organizzazioni economiche.
    Una rete operativa di intervento che funzioni in permanenza.
  2. Costruire la cittadinanza di diritti e doveri per una seria integrazione. Serve una formazione civica molto più forte degli immigrati e va affermata, per tutti, la responsabilità educativa della famiglia.
  3. Molti studenti, stranieri e non, non sopportano più la scolarizzazione imposta e finiscono per rifiutare la scuola anche con comportamenti di ostilità e vanno adottate soluzioni diverse.
  4. La lotta all’abbandono precoce e alla dispersione scolastica si può fare a partire da una Istruzione più orientata a far crescere la cultura del lavoro, la competenza pratica ed operativa come valore autentico.
  5. Dall’istruzione professionale è nata gran parte della piccola e media impresa modenese negli anni’70, oggi le cose sono cambiate, ma siamo sempre un’area manifatturiera. Servono convenzioni con le imprese piccole e medie locali, alternando momenti di scuola e di lavoro. Avvicinandoci cioè gradualmente a un sistema duale, alla tedesca.
  6. Quest’ultima soluzione, nella Bassa Modenese, risolverebbe l’assenza totale di formazione professionale nella fascia dell’obbligo scolastico e formativo. Per questo motivo proponiamo la collocazione della sede della Formazione Professionale nel polo formativo di Mirandola.
Prendere atto che esistono problemi e soluzioni possibili è un luogo di discussione per tutti.
Giorgio Siena 

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