Detti e proverbi – Fin a Nadâl, tutt i caion igh san rivâr.

Commenti (0) Detti e Proverbi

Fino a Natale tutti i coglioni ci sanno arrivare.

I con­tadini dovevano essere molto accorti nel risparmia­re il nutrimento per loro e per gli animali, per non trovarsi in difficoltà durante i lunghi mesi invernali. Arrivare a Natale non era un problema, i raccolti erano terminati da poco, la polenta non mancava, il vinello leggero ottenuto dalla lavatura delle vinac­ce era ancora disponibile.

Ma l’inverno era solo all’inizio; per resistere “autarchicamente”, senza spendere, fino alla primavera ventura, biso­gnava aver provveduto per tempo alla preparazione di prodotti “a lunga scadenza”.

La frutta ridotta a marmellata osavòr”, i prodotti dell’orto sotto ace­to, le fette di mele essicate nel forno dopo la cottura del pane, infilate in uno spago e appese alle travi del soffitto , le uova sotto calce (in calsina), il burro in fresco.

Poi, dopo l’uccisione del maiale, era necessario provvedere a conservare lo strutto e il grasso in adeguati recipienti nella cantina più fresca, i salami venivano messi a riposare sotto la cenere affinché potessero durare più a lungo. Insomma le mansioni e le operazioni da compiere erano innu­merevoli e sotto la guida esperta e capace del “razdòr” c’era da fare per tutti i componenti della fami­glia.

Il proverbio non è caduto in disuso e lo si sente pronunciare ancora oggi; naturalmente ha perduto il suo significato originario ma viene usato per indi­care abilità, accortezza, intelligenza, previdenza di qualcuno impegnato in una attività imprenditoriale

Tratto da: I Sold, La Roba

Autori: Giuliano Bagnoli – Sandro Bellei

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