Bosco Martino – A due passi da Medolla

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Bosco Martino,

un’area verde del Comune di Medolla riqualificata grazie ad una apposita convenzione siglata tra Eurosets e il Comune di Medolla. Il progetto ha incontrato l’entusiasmo dell’azienda del distretto biomedicale che ha deciso infatti di investire nel territorio di Medolla facendosi carico dell’intero importo dei lavori per la realizzazione di un’area di sosta attrezzata accanto alla pista ciclopedonale ex Sefta, che conduce prima alla frazione di Villafranca e poi svolta in direzione San Felice sul Panaro, e della riqualificazione della zona verde circostante. Il progetto nasce come compensazione della privatizzazione di parte delle vicine aree di urbanizzazione (porzione di strada, parcheggi, aree di manovra e aiuole).

Bosco Martino, prende il nome dal martin pescatore, una specie volatile autoctona che popola i territori della pianura emiliana.

Il progetto – ideato e realizzato dall’architetto Luca Silvestri dello studio Inhabito insieme all’ufficio tecnico del Comune di Medolla e ad una squadra di ecologi naturalisti – vede oggi oltre 5.500 mq di bosco riqualificato che sorge accanto alla pista ciclabile, implementato da un’area con tavoli e sedute accessibile anche alle persone con disabilità o a mobilità ridotta, portabiciclette, pubblica illuminazione, punto acqua, tutto a misura di bambino.

L’area sarà inoltre luogo di progetti didattici di tipo ambientale e naturalistico. Le scuole di Medolla e i loro studenti verranno coinvolti in attività guidate, grazie alla collaborazione con naturalisti e associazioni locali, alla scoperta del proprio territorio e dell’importanza della tutela ambientale della varietà locale.

Preservare la biodiversità territoriale è infatti un altro punto cardine del progetto di riqualificazione del Bosco Martino. “Il boschetto preesistente risaliva ad almeno 30 anni fa e sorgeva dove un tempo passava la ferrovia – raccontano Eleonora Tomasini, Mirko Monari e Lorenzo Cocchi, team di specialisti in scienze ambientali e conservazione della natura che ha collaborato al progetto di riqualificazione –. Un bosco maturo ha molto da offrire in termini di biodiversità specialmente in contesti antropizzati come la pianura. Questo significa favorire l’insediamento di alcune specie animali. Siamo entusiasti che Eurosets abbia accolto con tanto entusiasmo la nostra proposta di riqualificazione. Abbiamo infatti suggerito per il progetto alcune implementazioni per aumentare la biodiversità: ad esempio, la creazione di un piccolo stagno per la vegetazione di palude e l’insediamento di animali come la rana e il tritone, un punto di acqua ferma utile per tutti gli animali che vivono nella zona; una legnaia che, con il suo legno morto, favorisce l’insediamento di insetti xilofagi, è luogo di nidificazione e permette di ridare al terreno i ricostituenti che altrimenti andrebbero persi; far crescere una siepe di essenze autoctone che incrementano l’arrivo di uccelli, ricci, lepri e volpi che si nutrono delle sue bacche; piantare aiuole con erbe aromatiche, ottime per gli insetti impollinatori che d’estate potranno aiutare la natura”.

Nel Bosco Martino sono stati infine presentati tre cartelli che raccontano e spiegano le diverse sfaccettature di questo luogo da riscoprire:

L’evoluzione del paesaggio

In Pianura Padana il paesaggio è cambiato e continua a cambiare: da un mosaico di boschi, terre emerse e paludi, la pianura si presenta oggi cambiata a causa del controllo artificiale dei fiumi, della bonifica dei territori, degli insediamenti residenziali e produttivi. L’agricoltura di oggi rischia inoltre di essere troppo estensiva ed artificiale, togliendo spazio alla biodiversità della zona. Tuttavia, piccole aree come il Bosco Martino, se ben collegate tra loro attraverso corridoi ecologici (tratti di fiume, ciclabili alberate, siepi) possono creare una rete di rifugi per la fauna, che trova così il proprio spazio evolutivo anche in una pianura antropizzata.

La fauna locale

Il progetto di riqualificazione si è occupato di un censimento preventivo delle specie tramite fototrappole (fotocamere che scattano l’immagine al passaggio dell’animale). In questo modo è stato possibile registrare gli animali che già vivevano l’area per poi poter ipotizzare quali potranno insediarsi con le dovute implementazioni. Il cartello è dunque una guida faunistica alla scoperta delle specie animali.

 La vegetazione locale

Sono molte le curiosità legate al passato, alla vegetazione della pianura e all’agricoltura tradizionale: come venivano impiegati biancospino, prugnolo e nocciolo, delle vere e proprie risorse utilizzate da tutta la famiglia? Quali legni erano più idonei a determinati utilizzi, quali le foglie e le piante per nutrire il bestiame? Questo e molto altro, insieme a miti e leggende, per valorizzare l’agricoltura tradizionale che lasciava spazio a questi elementi e raccontare in che modo ancora oggi è possibile riscoprirne i valori.

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