Pancrazio e la Lina

Commenti (0) Le barzellette della Lory

Pancrazio al vrev spusar la Lina, fiola d’un artigian dimondi ma dimondi benestant, quindi al va a cà sua par faras tgnosar.

“Senta” agh dis,” mè a vrev spusar so fiola.”

“Spusar mè fiola? Al sât che la Lina l’è abituada dimondi bên, an ghem mai fatt mancàr gninta, che master fât?”

“L’operaio.”

“E quant guadagnat al mês?”

“Mila e tarzent euro.”

“Mila e tarzent euro!!?? Al sât che la Lina, con cla cifra lè, la n’as compra gnanch la carta igenica!?”

Pancrazio, dop aver dascors con al padar, tutt trist, al va da la Lina ch’al ga dmanda:

“Alora…cusa al t’ha ditt?!”

“…Ch’at se na gran cagona!!”

Traduzione

Pancrazio vorrebbe sposare la Lina, figlia di un artigiano molto ma molto benestante, quindi va a casa sua per farsi conoscere.

“Senta, gli dice, io vorrei sposare sua figlia.”

“Sposare mia figlia? Lo sai che la Lina è abituata molto bene, non le abbiamo mai fatto mancare niente, che mestiere fai?”

“L’operaio”

“e quanto guadagni al mese?”

“Mille e trecento euro.”

“Mille e trecento euro!!?? Lo sai che la Lina, con quella cifra lì, non si compra neanche la carta igenica!!”

Pancrazio, dopo aver parlato con il padre, tutto triste, va dalla Lina che gli domanda:

!Allora….cosa ti ha tetto?!”

“Che sei na gran cagona!!”

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