I Santi de Al Barnardon dal 25 al 31 Dicembre

Commenti (0) Racconti

Con l’ultima settimana di dicembre concludiamo la pubblicazione del santi de “Al Barnardon”. Il 2017 l’avevamo dedicato a quei santi “minori” dimenticati. Dal 2018 riprendiamo con i santi “tradizionali” anche per accontentare chi segnava sul nostro lunario la data del suo onomastico o quella dei propri cari. Un grazie a Vanni Chierici per il suo impegnativo lavoro. Ancora Buon Natale a tutti.

25  dicembre

Nella tradizione cristiana, il Natale celebra la nascita di Gesù a Betlemme da Maria. Il racconto ci è pervenuto attraverso i vangeli secondo Luca e Matteo, che narrano l’annuncio dell’angelo Gabriele, la deposizione nella mangiatoia, l’adorazione dei pastori, la visita dei magi. Alcuni aspetti devozionali (la grotta, il bue e l’asino, i nomi dei Magi) risalgono invece a tradizioni successive e a racconti presenti in vangeli apocrifi. Il significato cristiano della festa risiede nella celebrazione della presenza di Dio. Con la nascita di Gesù, Dio per i cristiani non è più infatti un Dio distante, che si può solo intuire da lontano, ma è un Dio che si rivela ed entra nel mondo per rimanervi fino alla fine dei tempi.

26  dicembre

Santo Stefano fu il primo martire cristiano, e proprio per questo viene celebrato subito dopo la nascita di Gesù. Fu arrestato nel periodo dopo la Pentecoste, e morì lapidato. In lui si realizza in modo esemplare la figura del martire come imitatore di Cristo; egli contempla la gloria del Risorto, ne proclama la divinità, gli affida il suo spirito, perdona ai suoi uccisori. Saulo testimone della sua lapidazione ne raccoglierà l’eredità spirituale diventando Apostolo delle genti.

27  dicembre

S. Giovanni evangelista, l’autore del quarto Vangelo e dell’Apocalisse, figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo maggiore, venne considerato dal Sinedrio un «incolto». In realtà i suoi scritti sono una vetta della teologia cristiana. La sua propensione più alla contemplazione che all’azione non deve farlo credere, però, una figura “eterea”. Si pensi al soprannome con cui Gesù – di cui fu discepolo tra i Dodici – chiamò lui e il fratello: «figli del tuono». Lui si definisce semplicemente «il discepolo che Gesù amava». Assistette alla Passione con Maria. E con lei, dice la tradizione, visse a Efeso. Qui morì tra fine del I e inizio del II secolo, dopo l’esilio a Patmos. Per Paolo era una «colonna» della Chiesa, con Pietro e Giacomo

28  dicembre

Quando Erode si accorse di essere stato ingannato dai Re Magi decise di sterminare i bambini di Betlemme di Giudea, quelli dai due anni in giù e se san Giuseppe non avesse creduto all’Angelo e non fosse fuggito in Egitto, in quella strage ci sarebbe stato anche Gesù. La Chiesa celebra la memoria dei Santi Innocenti tre giorni dopo la nascita del Salvatore: «Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più»

29  dicembre

Beato Giacomo Ungarelli nasce a Padova nella seconda metà del ‘400 e trascorre parte della sua vita a Ferrara. Francescano osservante fu un frate studioso ed erudito e scrisse diverse opere di morale e apologetica. Fu anche un buon predicatore ed in questa veste si accorse delle difficoltà economiche in cui versava il popolo. Passò così dalle parole ai fatti e nel 1507  organizzò il Monte di Pietà di Ferrara per venire incontro alle necessità dei meno abbienti. Morì a Forlì nel 1517.

30  dicembre

La festa della Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe cade nel tempo di Natale del rito latino. Secondo il calendario della forma ordinaria del rito romano nella domenica che intercorre tra il Natale ed il Capodanno; in assenza della domenica la si festeggia il 30 dicembre. Nella forma straordinaria del rito romano la festa della Sacra Famiglia cade nella domenica fra l’ottava dell’Epifania.

31  dicembre

Silvestro è il primo Papa di una Chiesa non più minacciata dalle terribili persecuzioni dei primi secoli. Nell’anno 313, infatti, gli imperatori Costantino e Licinio hanno dato piena libertà di culto ai cristiani, essendo papa l’africano Milziade, che è morto l’anno dopo. Gli succede il prete romano Silvestro. A lui Costantino dona come residenza il palazzo del Laterano, affiancato più tardi dalla basilica di San Giovanni, e costruisce la prima basilica di San Pietro. Il lungo pontificato di Silvestro (21 anni) è però lacerato dalle controversie disciplinari e teologiche, e l’autorità della Chiesa di Roma su tutte le altre Chiese, diffuse ormai intorno all’intero Mediterraneo, non è ancora affermata. Nel Concilio di Arles (314) e di Nicea (325) papa Silvestro non ha alcun modo di intervenire: gli vengono solo comunicate, con solennità e rispetto, le decisioni prese. Fu il primo a ricevere il titolo di «Confessore della fede».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *