La fine del mondo? – Mille anni di predizioni

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Siete pro o contro gli astrologi?

Magia e stregoneria

Il 20-12-2012,secondo i Maya, doveva essere la data certa della fine del mondo. Alcuni esperti hanno espresso la convinzione che vi siano alcuni errori nel calendario Maya e che l’Apocalisse sia ritardata di almeno 12 anni. Meno male, ci salviamo anche questa volta!!.

Tantissime sono state nel corso degli ultimi 1000 anni le predizioni annunciate su questo tragico evento.

L’atrologo Giovanni da Toledo lo pensò finire nel 1186, il 1524 fu colmo di predizioni che maturarono l’idea di disastri (diluvi e catastrofi ), un matematico ne predisse la fine nel 1533, un rabbino nel 1684, Bernoulli (matematico) nel 1719, Nostradamus nel 1732 e un profeta nel 1820.

Anche il 13 novembre 1899 avrebbe dovuto essere la fatidica data per colpa di una cometa che si infrangeva contro la nostra terra. Non ci è dato sapere chi lo disse, forse il tipografo che aveva stampato la curiosa cartolina allegata. Annuncia ” Da impostare il 13 di sera per vedere se la posta è capace di consegnarla il 14″. Naturalmente la scherzosa cartolina, partita da Trieste, arrivò a destinazione proprio il 14 a Rovereto nel trentino e compaiono gli annulli ben nitidi di partenza e arrivo. Anche in quella data avvenne il miracolo : ci salvammo. Imm.1 e 2

Ma il miracolo più strano fu che la cartolina venne consegnata in un solo giorno. Forse i corrieri postali usarono i famosi cavalli di San Martino Spino, quelli che con tanto amore allevavano i Pico e che vendevano in tutta Italia.

Altri predissero la fine del mondo fra i quali i Testimoni di Geova nel 1914, gli interpreti di Nostradamus nel 1999 e infine Giovanni Pico l’8 dicembre del 2000. Il Filosofo Mirandolano ebbe grande interesse per la Cabala che racchiude in se stessa la sapienza per decifrare il mistero del mondo. La consapevolezza della sapienza della Cabala porta alla magia che, tramite i numeri, fa conoscere le verità nascoste a molti. La sintesi è molto difficile da spiegare ma si spera di aver reso chiaro il concetto filosofico dell'”inarrivabile” Pico. In un suo scritto parlò di conclusioni cioè di tesi fra le quali ve ne erano 47 cabalistiche ( numero cabalistico anche per la Smorfia napoletana che lo vuole come “il morto che parla” ) secondo la segreta dottrina della sapienza degli ebrei e 71 secondo la propria opinione. L’illustrazione, in collage, tratta da un libro originale d’epoca cinquecentesca ci mostra i titoli e alcune tesi di Pico fra le quali vi è la numero 9.

Ci soffermeremo su questa ma prima vediamo come si svolsero i fatti. 

Giovanni Pico della Mirandola il 12 novembre 1486 aveva finito di elaborare le proprie 900 Tesi e aveva progettato di discuterle con chi fosse intervenuto a Roma nella Epifania dell’anno successivo. Le stesse furono stampate a Roma il 7 dicembre prima di ottenere il permesso da parte della Commissione Pontificia. 13 di queste furono dichiarate o eretiche o non cattoliche e i libri vennero quasi tutti bruciati. La disputa venne annullata e il Pico dovette fuggire in Francia.Furono poi ristampate per la prima volta solo nel 1532. Imm.4

La tesi che maggiormente interessa la nostra relazione e che vorremmo segnalare è la numero 9 delle conclusioni cabalistiche secondo l’opinione di Pico. Recita, tradotta in italiano: “Se v’è qualche congettura umana possibile sul futuro, mediante le vie occulte della qabbalah, possiamo trovare che la consumazione dei secoli avverrà da qui a 514 anni e 25 giorni”. Quindi la data prevista dal Filosofo Mirandolano, per la fine del mondo secondo il nostro calendario, avrebbe dovuto essere l’8 dicembre 2000, come ritenne veritiero il professor Edoardo Fornaciari nell’edizione da lui curata nel 1994 (Conclusioni Cabalistiche; i cabiri – pag.40).

Naturalmente lo scrivente, essendo fervido raccoglitore di libri, quadri, incisioni su carta e ogni altra cosa riguardante l’iconografia del Filosofo di Mirandola, nel caso fosse finito il mondo voleva, in quella data fatidica, essere accanto a Giovanni Pico e quindi si trovava nella Chiesa di San Marco a Firenze proprio vicino alla tomba che raccoglie le ossa di Pico e Benivieni. Naturalmente non successe nulla e dopo poco si lesse su Internet che la data accreditata a Pico era da rivedere nel 2042 tenendo conto del calendario ebraico.

Neanche Pico ha predetto giustamente la fine del mondo. La stessa figura che fece Cesare Rao che, dibattendo con un astrologo, citò sia il Savonarola che il Pico a difesa della propria tesi. Successe che un preveggente fece uno strano “pronostico” affermando che nel 1569 ci sarebbero stati nel mondo allora conosciuto diluvi, vento e terremoti per colpa dell’allineamento di certi astri. Il Rao affermò nel rarissimo libro ” Invettive,orationi et discorsi di Cesare Rao di Alessano città di terra d’Otranto,fatte sopra diverse materie & à diversi personaggi….” (imm.5)che non sarebbe successo nulla e con un breve trattato inveì contro coloro che facevano simili previsioni assurde. Ma, quando arrivò l’anno predetto, a Napoli vi fu un grande movimento sussultorio e ondulatorio della terra e l’anno successivo lo stesso fenomeno fu riscontrato nelle terre ferraresi allora dei Duchi Estensi. Di questo avvenimento se ne è parlato a fondo in una giornata di studio svoltasi a Mirandola che riguardava i fatti successi lo scorso mese di maggio nel territorio della bassa modenese in relazione alla figura di Giovanni Pico.

In questo caso l’astrologo, il mago o stregone che fosse, riuscì ad avvalorare le sue tesi a dispetto del Filosofo di Alessano. Imm.6

Quindi non ci rimane che credere o non credere a quanto dovrà succedere il 20 dicembre 2012. Come al solito il mondo, nonostante tanti ne abbiano decretato la fine, è sempre contiunuato ad esistere.

In piazza, sul listone mirandolese, su questo argomento, dopo varie discussioni, un concittadino mi ha detto ” a me parèr a finis prima me dal mond” e traduco dal dialetto ” a mio parere finisco prima io del mondo”.

Anche il compilatore di questo articolo avrà la stessa sorte, anche se spera il più tardi possibile. Consiglia comunque i propri lettori (se il 20 dicembre non finirà il mondo) di correre subito in edicola a comperare “Al Barnardon 2013” vi sorprenderà!. Da collezionista vi consiglio di comprarne almeno due copie, non si sa mai…….

Buone Feste e Buon 2013 a tutti.

Claudio Sgarbanti.

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