Don Francesco Gavioli – Il trasporto pubblico a Mirandola nei primi dell’800

Commenti (0) Racconti

Prima di entrare nel vivo dell’argomento è bene vedere come erano le strade nel nostro territo­rio. Il cronista Luigi Natali mirandolese ci dice “che le strade che da questa Città della Mirandola  conducano a Modena, Concordia e Tramuschio erano in istato tale che nella stagione inverna­le non poteva assolutamente passare per le medesime rotabili di sorta alcuna tirato da cavalli e pericolose in forza delle profonde buche, ed in diversi tratti coperte d’acqua nelle rotte di tempo”.

Colla caduta del Dominio Estense e l’evento del Governo Repubblicano e poi del Regno d’Ita­lia fu eliminata da questa città della Mirandola la così detta “POSTA DEI CAVALLI” e venne incaricato il Corpo Amministrativo, ossia la Municipalità e poi la Comunità, di stabilire contratti per un determinato tempo con persone che assumessero sotto il nome di “CORRIERE” l’obbli­go di trasportare a Modena due volte la settimana le corrispondenze del Governo e dei particola­ri. Tale “CORRIERE” doveva essere fatto con comoda carrozza per dare così ai Cittadini an­che la possibilità, per chi voleva approfittarne, pagando una modesta tariffa, di fare viaggio verso la capitale.

Nonostante però la buona volontà dei gestori e delle Autorità le cose in merito a questo servi­zio non migliorarono affatto.

trasporto

Senza-titolo-1-5-221x300

Cessato il Dominio Napoleonico e restaurati gli antichi Stati Estensi il Duca Francesco IV conosciuta “la triste posizione e situazione delle nostre strade spe­cie quella che da Modena andava alla Mirandola e la conobbe ocularmente nella circostanza che onerò di una sua prima visita a questa Città avvenuta il 26 ottobre 1814”.

Il Duca si interessò presso il Dicastero dell’Economia e nel 1816 fece fare “un esperimento di sotto alla così detta osteria del Cristo di saldarne qualche tratto a martello onde vedere cosa co­sterebbe la selciatura tutta dell’intera strada”.

Intanto il Dicastero dell Pubblica Economia assegnava alla comunità della Mirandola la som­ma di Italiane Lire 8.000 per il mantenimento della ghiaia sulla strada di Modena assegnando per la medesima quattro stradaroli.

Nel 1822 abbandonato da tempo il progetto della selciatura a martello si diede mano alla siste­mazione del fondo della strada che porta alla Concordia ed al successivo inghiaramento desti­nandovi “uno stradarolo” per i lavori di manutenzione ordinaria e la comunità venne per detti lavori quotizzata della somma annua di Italiane Lire 3.500.

Restava ancora nel Piano di sistemazione l’accomodatura della strada del Tramuschio rite­nendola “principale e necessaria però era la più difficoltosa per la qualità della terra corriva, ed anche perchè in occasione delle pioggie essa rimaneva per la maggior parte coperta dalle acque rendendosi impossibile il transitare con rotabili a cavallo”.

Il Ministero dell’Economia incaricò il perito Guglielmo Papotti della Mirandola a studiare la cosa, fare rilievi e poi redigere un piano. Dopo lungo e ponderato studio per ridurre “sana e pra­ticabile in ogni stagione la detta strada’ ‘ il Papotti presentò il progetto alle Superiori Autorità le quali lo approvarono e nel 1827 vennero iniziati con grande gioia della popolazione i lavori di ri­sanamento. I lavori stessi furono eseguiti “sotto l’assidua direzione del Papotti stesso”. Essi fu­rono lunghi, laboriosi e dispendiosi, però si ebbe la soddisfazione di avere una buona strada.

Intanto il Duca pensò di riattivare nella Mirandola la POSTA DEI CAVALLI e di stabilire anche un servizio di diligenza tra questa Città della Mirandola e quella di Modena.

All’uopo acquistò all’Altezza Serenissima della Casa Fanti una grande fabbrica detta “li stal­loni” che la citata famiglia aveva acquistato dall’Agenzia dei Beni Demaniani del caduto regno italico.

Lo stabile era in precarie condizioni ma il Duca lo fece restaurare e ne destinò una parte ad uso posta dei cavalli, un’altra ad alloggio del Capo Posta ed il resto nella parte superiore ad uso dei granai.

Il piano della diligenza in posta dalla Mirandola a Modena e viceversa fu approvato dal Mini­stro delle Finanze Filippo Marchesi Molza il 24 dicembre 1827 ed ebbe inizio regolarmente il pri­mo gennaio 1828.

Tale servizio di diligenza con il passare del tempo, veniva trascurato e al dire del cronista Na­tali “pochi se ne valsero”, per cui il 1 gennaio 1845 la Reale e Ducale Intendenza di Finanza pur tenendo per conto proprio ed in economia amministrazione il servizio della posta pensò di dare in affitto la Diligenza, per nove anni, ad un certo Giuseppe Grimaldi.

La cosa sembrava sciolta nei migliori dei modi quando insorsero i vetturali privati i quali con le loro proteste misero in continuo allarme il Grimaldi, il quale molto timido e pauroso pensò bene di subaffittare il servizio ad Alessandro Vincenzi il quale si dimostrava forte e non molto pieghevole ai sorprusi.

La nuova gestione fece immediatamente affiggere in vari punti della Città il qui riprodoto av­viso notificando la ripresa del servizio dell’Omnibus ma con grande stupore del Vincenzi tutti gli avvisi vennero immediatamente stracciati dai vetturali privati che intendevano di opporsi a tale attivazione del servizio.

La cosa non si fermò allo stracciare degli avvisi ma nella Piazza, sotto il portico del Munici­pio, volarono diverse offese vivive di parole e se la Forza Civile non fosse accorsa i vetturali sa­rebbero passati alle vie di fatto con il Vincenzi ed i suoi figli.

La questione fu portata davanti al Giudice Comunale il Sig. Cav. Luosi il quale esaminato a fondo ogni cosa rilevò che il Vincenzi non aveva chiesto il dovuto permesso al Governo per l’at­tivazione del servizio di Diligenza e lo esortò di portarsi immediatamente a Modena per la rego­larizzazione della pratica.

I vetturali intanto erano in fermento ed il Giudice diede ordine alla Forza Civile di disperderli invitandoli in sede opportuna per discutere la questione, cosa che non avvenne per la mancanza della loro presenza.

Il permesso fu ottenuto ed il Vincenzi il 1 Maggio 1848 iniziò il servizio di Diligenza nelle Re­gole e Norme fissate dalle Autorità.

Il 14 Luglio dello stesso anno il Vincenzi partì per Modena con 2 Omnibus di cui uno nuovo in modo da poter trasportare circa trenta persone.

Il Duca Francesco V vedendo il buon funzionamento della Diligenza Mirandola-Modena e vi­ceversa comprese la necessità di eseguire lavori di miglioramento su altre strade della Bassa che nell’inverno erano impraticabili, lavori che erano stati iniziati dal Padre sino dall’anno 1833 ma poi sospesi per cause amministrative.

Studiata la cosa il Duca fece redigere un Piano per “l’inghiarata” di una via che da Modena passasse per Medolla, Malcantone, S. Felice fino al Finale.

I lavori furono iniziati sotto i buoni auspici delle Autorità e gioia della popolazione che si ve­deva finalmente tolta dall’isolamento. Certamente non mancarono le imposizioni di carreggi ma d’altronde erano necessari per la continuazione dell’opera intrapresa che alla fine poi dava an­che un modesto lavoro agli operai.

Le Comunità furono anch’esse tassate e dagli incartamenti in merito non trovo nessun ricorso in quanto esse con le strade così sistemate videro che le comunicazioni con Modena, Finale, Concordia, Medolla e Mantovano erano diventati più celeri e quindi tutti ne traevano grandi vantaggi ma in modo particolare il commercio, lo scambio delle merci che divenne vera fonte di guadagno della nostra gente.

Il servizio della Diligenza durò sino al 1883 e venne sostituito dalla Ferrovia.

Don Francesco Gavioli

Bibliografia:

Raccolta Gavioliana – Mirandola, Memorie Storiche sulla viabilità, Filza 10. Archivio Natali, Biblioteca Comunale della Mirandola, Busta 86, Fase. 33.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *