27 Febbraio – theKITCHENtheory

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All’Auditorium Rita Levi Montalcini di Mirandola theKITCHENtheory, originale spettacolo di danza contemporanea della DaCru Dance Company

Con le coreografie di Marisa Ragazzo – anche regista – e Omid Ighanì, è in programma mercoledì prossimo 27 febbraio alle ore 21.00 nell’ambito della Stagione 2018/2019 curata da ATER – Associazione Teatrale Emilia Romagna, Circuito Regionale Multidisciplinare

 Con lo spettacolo di danza contemporanea theKITCHENtheory della DaCru Dance Company  ideato e diretto da Marisa Ragazzo, continua mercoledì prossimo 27 febbraio alle ore 21.00 la Stagione 2018/2019 dell’Auditorium Rita Levi Montalcini di Mirandola, curata da ATER Associazione Teatrale Emilia Romagna. Costo del biglietto intero 15 euro, ridotto 12 euro.

Le coreografie sono di Marisa Ragazzo e di Omid Ighanì, quest’ultimo anche danzatore in scena assieme a Samar Khorwash, Alessandro Marconcini, Serena Stefani, Claudia Taloni e Tiziano Vecchi. Il disegno luci è di Giuseppe Filipponio, l’editing musiche è a cura di Omid Ighanì, Marisa Ragazzo e Samar Khorwash, l’allestimento è di Roberto Rini. Una produzione DaCru Dance Company con il sostegno di Centro Danza Canal/Teatros del Canal Madrid e Compagnia Naturalis Labor e in collaborazione con Istituto di Cultura Italiano di Madrid. Durata: 53 minuti.

 

Lo spettacolo

La cucina: il primo luogo da raggiungere al mattino e l’ultimo da visitare prima di andare a dormire. Una zona di transito vivace o solitaria ma sempre e comunque piena di odori, ricordi, sensazioni, attese e infiniti stati sospesi. Dura tutta la vita questa relazione densa e profumata fatta di rumori fluidi e familiari, di spazi imparati a memoria e su ogni cosa, potenti come sovrane, regnano le parole. La stanza delle parole: escono dalla bocca come dervisci rotanti, capaci di schivare, sfiorando dolcemente o conficcarsi come lame. Restano lì sospese per anni, quasi diventano un’ eredità, aleggiano in ogni pertugio e sovente sono le memorie delle famiglie. La cucina è l’area prescelta per affondare i denti e i sensi in preziosi nutrimenti ma soprattutto è lo spazio dove si parla.

 

Parole. Parole. Un fiume in piena, ognuna diversa dall’altra, lunghe ed elastiche come alghe o rigide e appuntite, si impossessano della bocca per urlare l’ incomprensione o la denuncia della solitudine o parlare dell’amore. Numerose come chicchi di riso, necessarie tutte per dire in mille modi la stessa cosa e troppo poche per riuscirci.

 

Al linguaggio tecnico dei danzatori, pulito ed estremamente virtuoso, si affianca una forza interpretativa e scenica, umana, comunicativa ed emozionante. E’ un racconto teatrale. Le danze urbane difficilmente, per loro stessa natura, trovano una collocazione immediata sul palcoscenico: quest’opera, così come tutte le produzioni della compagnia, tende a sottolineare e a dimostrare quanto, oggi, il suo linguaggio sia in costante evoluzione fino al punto da diventare comprensibile, fruibile, drammaturgica, emozionante e onirica, e di fatto fortemente legata al teatro.

 

 

 

 

 

La gestualità dei DaCru affascina le nuove generazioni per il contesto culturale e artistico al quale esse sentono di appartenere e, al contempo, giunge veloce anche ad un pubblico adulto ed eterogeneo, di certo catturato anche dalla scelta musicale, eclettica e dotata di immediatezza comunicativa.

 

La Compagnia

DaCru Dance Company nasce nel 1996 dall’unione artistica di due danzatori e coreografi tra i più rappresentativi del panorama della danza urbana italiana, Marisa Ragazzo e Omid Ighanì. E’ la prima formazione italiana a danzare negli spazi performativi black delle capitali europee in tournée nel ’98 e nel ’99. Da qui inizia la spinta verso la sperimentazione della danza urbana mescolata al concetto del teatro come spazio fisico, decisamente estraneo alla street culture. In questa zona di confine, i coreografi danno vita ad un percorso innovativo di urban theater, spaziando ovunque possa giungere la contaminazione dell’hip hop, fondendone il gesto tecnico con quello dell’house, della danza contemporanea, del jazz rock e del breaking più innovativo.  La compagnia debutta nel 1998 e prosegue negli anni successivi danzando su palcoscenici importanti. Nel 2008 la danza urbana dei DaCru approda sul palco del Malibran-Fenice di Venezia, con il debutto di Le Roi, tributo alla breve vita di J.M.Basquiat, con la collaborazione live del dj californiano Omid Walizadeh, e da lì prosegue incessantemente sul territorio nazionale ed internazionale per importanti teatri, circuiti, piattaforme e festival. DaCru Dance Company affianca all’attività di produzione e distribuzione degli spettacoli anche un’intensa attività finalizzata alla formazione di danzatori professionisti urban e alla divulgazione della cultura delle danze metropolitane.

 

I coreografi

Marisa Ragazzo e Omid Ighani iniziano la loro collaborazione artistica nel 1996, amalgamando sistematicamente le personali curiosità artistiche, il proprio background e i propri talenti, attenti a mantenere integre le diversità e spesso riuscendo ad esaltarle. La loro diversa formazione artistica, accademica per Marisa (Prebil, Trayanova, Lupov, Peter Goss, Sebron) e street per Omid (freestyler, come molti talenti nati e cresciuti nella cultura hip hop degli anni ’80), produce un codice artistico innovativo e di certo singolare.  Innamorati entrambi della sperimentazione estrema e delle contaminazioni di stili e linguaggi, creano una dimensione coreografica insolita, restando allo stesso tempo assolutamente raggiungibili dal pubblico. Amano la velocità, il virtuosismo tecnico, la fusione dello spazio teatrale con il codice artistico della strada, dalla quale attingono le spinte verso l’arte nei diversi suoi aspetti. Il loro primario obiettivo resta quello di uscire dagli spazi convenzionali, attraverso originalità, invenzione, innovazione e ricerca.

 

Prossimo appuntamento: lo spettacolo di prosa L’Avvoltoio di Anna Rita Signore con la regia di Cesar Brie, in cartellone martedì 05 marzo alle ore 21.00.

Info al numero 053522455 o sulla pagina Fb dedicata.

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