Bello a sapersi – Nonantola, Vescovi e Canossa nella Bassa Modenese – Maurizio Bonzagni

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Maurizio Bonzagni

Maurizio Bonzagni

Chimico, nato a Mirandola nel 1958, ha lavorato a lungo come responsabile vendite presso una multinazionale di materie plastiche ma è soprattutto un appassionato di storia locale di cui è da anni un attento lettore. Dopo aver arricchito la propria biblioteca di numerosi testi su Mirandola e la Bassa Modenese e raggiunta recentemente la pensione ha iniziato la collaborazione con Al Barnardon per condividere e contribuire a divulgare la splendida storia delle nostre terre, spesso sconosciuta o ignorata da molti dei suoi stessi abitanti.

Abbazia di Nonantola

Nonantola Abbazia
Corti e Curie canossiane in area padana

Corti e Curie canossiane in area padana

Nonantola Abbazia

Nonantola Abbazia

Nonantola, Vescovi e Canossa nella Bassa Modenese

Prima le nostre terre erano abitate dal popolo-esercito longobardo, i Viri Devoti, uomini liberi che vivevano della ricca caccia e dell’abbondante pesca, al più di pastorizia e di maiali allevati liberi nei grandi boschi a cibarsi di ghiande.

Fu il Monastero di Nonantola con il suo esercito di più di mille monaci Benedettini ad iniziare le prime bonifiche. Dapprima nella zona di Ostiglia e Revere poi più a sud facendosi assegnare dai Franchi, vincitori dei Longobardi, le terre di Flexo.

Idrografia e insediamenti VIII-IX secolo

Idrografia e insediamenti VIII-IX secolo

Modena Cattedrale

Modena Cattedrale

Così era chiamata l’area che più o meno coincide con la Bassa Modenese, anche se non ci è dato di sapere dove fosse Flexo.

Ci fu un processo, Monastero contro i Flexiciani e questi ultimi persero la loro libertà, presi a bastonate per sedarne le proteste. Nel 811.

Poi il Monastero allo stesso modo acquisì le terre ancora più a sud, quelle dei Solariensis, e con gli appennini che già possedeva creò un piccolo stato, pieno di corsi d’acqua in parte da loro incanalati, porti fluviali, ricche peschiere, boschi trasformati in terreni agricoli, vigneti, mulini, con il Secchia e il Panaro che ne costituivano l’ossatura garantendo rapidi collegamenti. Un’enorme ricchezza.

File serrate di soldati di Dio in lotta quotidiana contro il demonio ma anche ricche donazioni di Nobili e Re per un esercito che pregasse per i suoi benefattori, sperando così di averne un privilegio dopo la morte.

Il Conte regio rappresentava la corona, prima Longobarda poi Franca, ma il vero detentore del potere nelle città, come Modena, era il Vescovo che con l’avvento dei Franchi aumenta enormemente la sua influenza. Il nuovo stato per amministrare il vastissimo impero che comprendeva Francia, Italia e Germania si appoggiava alle autorità religiose, le uniche strutture organizzate sopravvissute alla barbarie che sapessero usare la scrittura.

Modena e Nonantola entrano in conflitto intorno al X secolo. I beni della Chiesa-Cattedrale di Modena si estendevano nell’area a sud della via Emilia, terre densamente popolate, troppo sfruttate, mentre più a nord le ampie foreste del Monastero, i pascoli, gli stagni e le paludi ma anche le fertili terre poco popolate, erano la naturale area di espansione del molto potente vescovato.

Ma nella Bassa Pianura si andava ad imporre il dominio dei Canossa, signori laici  che come altri l’Imperatore arricchiva per contrastare il potere del grande clero, vero signore d’Italia. Già nel 1030 oltre a Conti-Marchesi delle campagne reggiano-modenese, Signori di Mantova, Brescia, Ferrara e dei loro territori, divennero Duchi di Toscana. Controllando così la parte centrale d’Italia, con le sue strade e i passi appenninici, oltre che Signori incontrastati del Po.

Uno stato che bloccava la stessa autonomia e l’espansione di Nonantola e soprattutto di Modena. Ma uno stato precario, con le città spesso in ribellione, di cui Matilde, ultima discendente senza un erede, era consapevole che non le sarebbe sopravvissuto. E, ormai anziana, cominciò a donarne grandi pezzi, sgretolandolo.

Alla sua morte nel 1115 Modena, divenuta Comune, con la sua nuova cattedrale simbolo della sua potenza, prevalse sul territorio sconfiggendo militarmente Nonantola, ormai in grande declino, e i feudatari eredi dei Canossa, espandendosi a nord e colonizzando i territori fino al Secchia, che viaggiando verso est da Camurana raggiungeva il Po a Bondeno. Oltre il fiume i territori rimasero alla diocesi di Reggio ma affidati da Matilde al Consorzio denominato “i Figli di Manfredo”. Veri Dominus della Bassa Modenese, valorosi Capitani, rissosi ma costretti ad associarsi tra loro per resistere alle mire dei più grandi potenti.

Tra loro, un paio di secoli più tardi, si imposero i Pico e i Pio e iniziò un’altra storia.

 

  1. FUMAGALLI, Terra e società nell’Italia padana, Einaudi Torino 1976
  2. FUMAGALLI, L’Abbazia di Nonantola, la cattedrale di Modena ed i Canossa, in «La Bassa modenese», quaderno n. 6, Mirandola 1984.
  3. ANDREOLLI, Il sistema curtense nonantolano e il regime delle acque, in «Il sistema fluviale Soltenna/Panaro: storie d’acque e di uomini», Atti della giornata di studio, Nonantola 1988.
  4. GOLINELLI, Matilde ed Enrico V, in «I poteri dei Canossa. Da Reggio Emilia all’Europa», Atti del convegno a cura di Paolo Golinelli, Bologna 1994.
  5. RINALDI, Considerazioni sulle istituzioni ecclesiastiche nelle campagne emiliane fra i secoli VIII-XII, in «La Bassa modenese», quaderno n. 6, Mirandola1984.
  6. CASTAGNETTI, L’organizzazione del territorio rurale nel medioevo. Circoscrizioni ecclesiastiche e civili nella “Longobardia” e nella “Romania”, Torino 1979, II ed., Bologna 1982.

Liberamente tratto dal libro di Maurizio Bonzagni:

“Mirandola e la Bassa Modenese – Storia di una capitale dall’Alto Medioevo a Città di Provincia”

Edizioni: Al Barnardon

Il libro è in vendita nelle edicole e librerie di Mirandola, a Concordia, San Possidonio e Cavezzo.

€ 15.00

COVER_Mirandola e la bassa modenese (1)

2 Responses to Bello a sapersi – Nonantola, Vescovi e Canossa nella Bassa Modenese – Maurizio Bonzagni

  1. Ubaldo Chiarotti scrive:

    Manca un riferimento importantissimo; la Curtis di Quarantula di cui faceva parte la potentissima Consorteria dei Figli di Manfredo. Quarantula esisteva sin dall’epoca romana, mentre Mirandola, Concordia e anche Poggio Rusco, non esistevano, ma i loro territori appartenevano alla Curtis di Quarantula e alla sua Pieve, sino al 1400.

    • Maurizio Bonzagni scrive:

      Esattamente, era un riassunto brevissimo centrato solo sui centro di potere che si conclude proprio con l’apparire dei figli di Manfredo. Quarantoli è forse la più antica delle località della bassa anche se l’origine romana sarebbe solo per via del toponimo. Nella rubrica può trovate un articolo su questo argomento.

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