Bello a sapersi – Gli antichi Borghi della città di Mirandola

Commenti (2) Bello a sapersi - Maurizio Bonzagni

Maurizio Bonzagni

Maurizio Bonzagni

Chimico, nato a Mirandola nel 1958, ha lavorato a lungo come responsabile vendite presso una multinazionale di materie plastiche ma è soprattutto un appassionato di storia locale di cui è da anni un attento lettore. Dopo aver arricchito la propria biblioteca di numerosi testi su Mirandola e la Bassa Modenese e raggiunta recentemente la pensione ha iniziato la collaborazione con Al Barnardon per condividere e contribuire a divulgare la splendida storia delle nostre terre, spesso sconosciuta o ignorata da molti dei suoi stessi abitanti.

Mirandola e i suoi Borghi

Mirandola e i suoi Borghi

Gli antichi Borghi della città di Mirandola

 

Mirandola sec. XVIII

Mirandola sec. XVIII

Riproduzioni di Loreno Confortini

Riproduzioni di Loreno Confortini

Il primo borgo originario di Mirandola è solamente un piccolo agglomerato di case protetto da un profondo fossato e da un terrapieno a cui però si sono aggiunti negli anni successivi altri borghi nati a ridosso del primo per fare spazio a nuova popolazione. Ogni borgo protetto singolarmente da un proprio fossato di difesa, un agglomerato urbano costituito quindi da vere e proprie isole unite tra loro solo da ponti, circondate da acque e terrapieni.

Borghi originari i cui contorni sono ancora riconoscibili nella mappa della città, straordinariamente conservati nonostante i tanti secoli trascorsi.

Con la loro unificazione, avvenuta solo nel ‘500,  i fossati che li delimitavano sono stati infatti interrati e trasformati in vie interne alla città. Seguendo una classica evoluzione urbanistica le case che nei secoli sono state costruite hanno sostituito vecchie case esistenti molto spesso occupando gli stessi spazi di quelle abbattute, coinvolgendo solo marginalmente le vie tra di esse. Ciò ci consente perciò di riconoscere l’antico disegno dei fossati che circondavano i borghi originari della città.

 

Ricostruzione di Mauro Calzolari

Ricostruzione di Mauro Calzolari

Pergamena del 12 ottobre 1508 relativa alla bonifica della fossa del Borgo di S. Francesco

Pergamena del 12 ottobre 1508 relativa alla bonifica della fossa del Borgo di S. Francesco

Non abbiamo una data certa della fondazione di Mirandola, i documenti più antichi che ne certificano l’esistenza sono molto dubbi, probabilmente dei falsi scritti in secoli successivi al fine di legittimare possedimenti di monasteri, Vescovi o Signori del luogo. Le prime notizie sicure della sua esistenza sono solo agli inizi del 1200.

Il primo Borgo nasce probabilmente a ridosso di una Rocca di difesa che troviamo già citata in un placido di Matilde di Canossa del 1102. Un nucleo di case difese appunto da un fossato e da un terrapieno, con una poderosa palizzata in legno alla sua sommità, come era spesso in uso nell’Alto Medioevo in un territorio in cui il legno e l’acqua erano abbondanti.

Un secondo borgo lo ritroviamo leggermente più a nord del primo, dove nel 1212 in un antico documento è citata una Chiesa dedicata a S. Giustina, denominato Borgo di Sotto o anche Borgo Franco.

Il Borgo di Sopra lo troviamo invece a ridosso del borgo originario, sorto intorno alla Chiesa del San Francesco, esterna al fossato della città viene infatti circondata successivamente da un fossato e un terrapieno a propria difesa, così come lo era il Borgo con la Chiesa di S. Giustina.

Comune all’epoca nominare i borghi con riferimenti altimetrici, di sopra e di sotto, seguendo le pendenze e il flusso delle acque.

Nel 1321 Il “castello di Mirandola” viene assediato e distrutto dal Passerino Bonaccolsi, il Signore di Mantova, e il borgo di Mirandola è messo a fuoco. E’ il borgo originale della città che da allora lo ritroviamo nominato come Borgo Brusato. Il Passerino manifesta tutta la sua brutalità, cattura e assassina l’odiato Francesco Pico con i suoi figli Tommasino e Prendiparte, incatenati e lasciati morire lentamente per fame nella Rocca di Castellaro (oggi Casteldario di Mantova).

I resti del “castello di Mirandola” rimarranno citati in atti notarili per lungo tempo come riferimento sul territorio e anche se non ci è permesso di capire la sua precisa ubicazione sappiamo così che era tra S. Possidonio e S. Martin Carano.

Solo nel 1330 il castello viene ricostruito a ridosso del Borgo di Mirandola con l’aiuto del Gonzaga di Mantova che però poi se ne impossessa cercando di assoggettare tutte le terre dell’allora Diocesi di Reggio, a cui anche Mirandola apparteneva. Solo nel 1354 la città  verrà restituita ai Pico dall’Imperatore Carlo IV.

L’instaurazione dei Pico come famiglia dominante porta ad una maggiore urbanizzazione della città, da loro scelta a capitale del nuovo stato, e già negli Statuta del 1386, la prima raccolta di leggi, troviamo citato un Ospitale dedicato a S. Maria Bianca, esterno ai borghi già esistenti. Polo aggregante di un ultimo borgo di nuovo cintato con un suo proprio fossato. Borgo che nella seconda metà del 1400 si arricchirà anche della costruzione dell’imponente Duomo, a consacrazione del potere della giovane Signoria. Nominato nei documenti come Borgo Novo o di Bonaga.

A fine ‘400 la città si presenta quindi come un insieme di borghi, Borgo Brusato con il Castello, Borgo di Santa Giustina o di Sotto, Borgo di Sopra o del San Francesco e Borgo Novo o di Bonaga. Ognuno difeso singolarmente da un proprio fossato e da un terrapieno con palizzata.

Occorre attendere la signoria di Galeotto I Pico, dal 1470 al 1499,  per assistere all’inizio dell’unificazione di tutti i borghi, terminata dal figlio Gianfrancesco II con un’unica cinta muraria a perimetro quadrato.

Infine nel 1561 Ludovico II Pico inizierà l’allargamento delle mura della città ad otto bastioni che alla sua morte verrà terminata dalla moglie Fulvia da Correggio, inglobando una parte del territorio circostante citato nei documenti come Terra Nova.

A differenza del Borgo di Sotto, rimasto esterno alle mura della città unificata e per questo completamente cancellato dal tempo con la Chiesa di Santa Giustina ricostruita più a nord, i contorni degli altri borghi si possono in buona parte ancora riconoscere osservando l’odierna mappa di Mirandola. E’ infatti facile individuare l’andamento curvilineo di via Milazzo e di via Volturno, linee che delimitavano il fossato del primo borgo della città, il Borgo Brusato. Allo stesso modo si può osservare come via Castelfidardo tagli in modo rettilineo tutto il centro della città, nasce infatti dall’interramento del fossato che separava il Borgo di Sopra dal Borgo Novo. Ed infine la via Fulvia ricopia un tratto dell’antico perimetro della prima città quadrata, prima che la contessa, dalla quale la via prese il nome fin dalla sua nascita, completasse il suo allargamento sulla Terra Nova. Tutto circondato dai viali della circonvallazione che ovviamente ricopiano il cerchio della cinta muraria ottagonale che racchiudeva l’intera città.

E’ straordinario come il tempo abbia preservato queste piccole testimonianze delle più antiche origini della città.

CAPPI, La Mirandolastoria urbanistica di una città, 1973, Seconda edizione a cura del Circolo “G: Morandi” di Mirandola, Mirandola 2000.

  1. CAPPI, La mia Mirandola. Raccolta di studi sulla storia, l’arte e il folclore della città dei Pico per l’80° compleanno dell’autore, A cura di P. Golinelli, Aedes Muratoriana, Modena 1999.
  2. CALZOLARI, Contributo alla ricostruzione della topografia della città di Mirandoladal XIII al XV secolo, in «Il Castello dei Pico. Contributi allo studio delle trasformazioni del Castello di Mirandola dal XIV al XIX secolo», Gruppo Studi Bassa Modenese, Biblioteca n. 21.
  3. GHIDONI, Paolo “Da La Mirandula” e la ricostruzione del potere signorile, in «Depurazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi. Atti e Memorie» serie XI, vol. XLIII, Aedes Muratoriana, Modena 2021.
  4. SERRAZANETTI, I Pico: Cronaca dell’origine del potere, in «Quaderni della Bassa Modenese», n. 60, Finale Emilia 2011.
  5. ANDREOLLI, Il castello e il guasto della Comunaglia dai figli di Manfredo ai Pico, in “Quaderni della Bassa Modenese”, n.36, Finale Emilia 1999.
  6. CARBONI, L’organizzazione ecclesiastica nel Duecento: le chiese di S. Giustina e di S. Francesco di Mirandola, in «Mirandola nel Duecento, dai Figli di Manfredo ai Pico», Mirandola 2003.

 

Liberamente tratto dal libro di Maurizio Bonzagni:

“Mirandola e la Bassa Modenese – Storia di una capitale dall’Alto Medioevo a Città di Provincia”

Edizioni: Al Barnardon

Il libro è in vendita nelle edicole e librerie di Mirandola.

€ 15.00

COVER_Mirandola e la bassa modenese (1)

2 Responses to Bello a sapersi – Gli antichi Borghi della città di Mirandola

  1. Ubaldo Chiarotti scrive:

    Mirando..lá, sino alla fine del 1300 e oltre era semplicemente un posto di guardia a sud della Corte di Quarantula, contro i modenesi, perché noi eravamo reggiani.

  2. Ubaldo Chiarotti scrive:

    Correggo il commento precedente
    Mirando..lá, sino al 1311 era semplicemente un posto di guardia a sud della Corte di Quarantula, contro i modenesi, perché noi eravamo reggiani.

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