Il Tecnopolo “Mario Veronesi” si presenta a Bruxselles

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Il Tecnopolo “Mario Veronesi” e il distretto biomedicale di Mirandola si presentano al Parlamento europeo di Bruxelles.

Mercoledì 6 febbraio si svolgerà nella capitale belga un incontro intitolato: Il Tecnopolo “Mario Veronesi”. Rinascita e futuro del distretto biomedicale di Mirandola, promosso da David-Maria Sassoli, vice presidente del Parlamento europeo e Paolo De Castro, vice presidente Commissione Agri al Parlamento europeo. Introducono Patrizia Toia, vice presidente Commissione Itre al Parlamento europeo, ed Elena Gentile, membro della Commissione Envi al Parlamento europeo.

All’iniziativa intervengono: Maino Benatti, sindaco del Comune di Mirandola, Palma Costi, assessore alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna, Morena Diazzi, direttore generale economia della Conoscenza, del Lavoro e dell’Impresa, Giuliana Gavioli, vice presidente del Tecnopolo “Mario Veronesi” di Mirandola, Massimo Dominici, professore di Oncologia Medica-Università di Modena e Reggio Emilia. Modera Andrea Venturini, presidente del Consiglio comunale di Mirandola.

One Response to Il Tecnopolo “Mario Veronesi” si presenta a Bruxselles

  1. Ubaldo Chiarotti scrive:

    Non posso fare a meno di pensare al fatto che la nostra Provincia aveva deciso di realizzare il Tecnopolo a Spilamberto e solo grazie al terremoto ha cambiato idea pensando che quella localizzazione a Spilamberto forse non era proprio nel cuore del Distretto Biomedicale!
    Dal garage di casa sua alle 100 aziende del settore nate dagli anni sessanta ad oggi. Il secondo distretto al mondo in tale settore, che diventa il primo se facciamo il rapporto aziende/abitanti del territorio interessato.
    Grazie dott. Veronesi, grazie per il suo impegno e per la ricchezza creata a casa nostra.
    Peccato che la nostra Città non abbia trovato il modo di accogliere le sue donazioni presso il nostro ospedale con quel reparto di Nefrologia e Dialisi da lei tanto auspicato sin dal 1978
    Grazie dott.Veronesi anche per lo stimolo che ha saputo creare al GALILEI, grazie al quale abbiamo modificato i programmi ministeriali con 15 anni di anticipo sulla riforma Berlinguer, introducendo l’automazione industriale nel bagaglio culturale dei nostri studenti, proprio per renderli preparati alle richieste delle aziende biomedicali.
    Ubaldo Chiarotti

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