Dallo Statuto del Comune della Mirandola – Anno 1386

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MEMORIE_0001

Che le donne minore de vinte cinque anni non se possino maritare senza consentimento de li piu proximi parenti.

Ancora è statuito et ordinato che alcuna donna minore de anni venticinque uguale habbi padre o avo paterno o vero madre, non ardisca de maritarsi palesemente ne occutamente, ne pro­mettere de maritarsi, ne toccare la mano per fede in persona o per meggio de altra persona ad alcuno per alcuno modo, ingegno o forma, senza expressa commissione del padre o del avo paterno o del la madre, o consentimento de li frateli, se ne havera, o de la maggiore parte de quelli, o del fratelo se ne havera solamente uno.

Et questo quando tuti li predetti vivessero, ma se solamente el padre vivesse, solamente sia necessario el suo consentimento, ma morto el padre se recerchi solamente el consentimento del avo paterno, et essendo mancati ciascuno de loro, alhora se re­cerchi solamente el consentimento de la madre, cum autoritade, consentimento de frateli suoi et suo parere se ne havera o la maggiore parte de essi o de uno solo se non ne havera piu.

Ma se la detta donna minore, ut supra, havesse solamente frateli non ardisca commettere alcuna de le predette cose cum alcuno per se o per intermeggio de altra persona, senza expressa licencia de li frateli o de la maggior parte de quelli, o de uno solo se non ne havera piu, et se ne havera doi alhora possi senza pena fare ciascuna de le predette cose cura expressa licentia de uno de quelli che se accordara sieco, del marito che doveva tore, an­che che l’altro fratelo se discordasse:

Et se la donna in eleggeré el marito non vora essere impedita, alhora senza pena possi fare ciascuna de le predette cose cum expressa licentia del maggiore fratelo de sana mente:

Et ciascuna donna che sara de sana mente, ut supra, per alcuno modo o forma contrafara, ipso iure sia privata de la ragione de essere dotata, talmente che non possi astrengere alcuno de li predetti a dotarla, et se intendi essere privata de ogni ragione de essere dotata per quale potesse astrengere alcuni de li predetti a dotarla, et non sia olduta in ragione da alcuno giudice per alcuno modo o forma, per la causa predetta non possi pigliare alcuna cosa de li beni de li predetti, o de alcuno de loro senza testamento per modo alcuno o forma.

Et se intendi essere incapace ipso iure et facto quanto sia per li beni predetti.

Et nientedemeno sia condannata et se intendi essere condannata che publicamente una volta et egregiamente frustata per la terra de la Mirandola, comenzando da la por­ta che se dice de sotto, sino alla porta chiamata del Bonaga, et da poi perpetuamente sia bandita del territorio del magnifico Conte:

Et se per alcuno tempo venira nelle forze del podestà de la Mirandola un’altra volta sia frustata et rebandita per li so­prascritti modi tante volte quante volte contrafara, et simil­mente siano punite quelle che se maritavano senza consentimento et voluntade de tuti li altri suoi parenti, alla obedientia de quali se trovara essere al tempo de essa transgressione de maritarse ut supra:

Et ciscuno che contrahera matrimonio cum la preditta donna o fara alcuna de le predette cose, per se o per intermeggio de persona contra la suprascritta forma, sia et debbi essere condannato in cento lire de Modena et in piu sino a ducento, al arbitro del podestà, consyderata la qualitade de le persone, et a stare per uno anno continuo nelle pregione, del Commune de la Mirandola: et detto anno non babbi mai da  comenzare a correre se non pagata la condanatione da lui latta et niente de meno, pagata la condannatione, sia frustato et bandito per el modo et forma come e ordinato sopra doverse procedere contra la donna:

Et colui che sara messo o testimonio alle pre­dette cose o alcuna de quelle o che dara aiuto, conseglio o favore in alcuna de esse predette cose sia condannato per el podesta in lire cento de Modena, et se parera al detto podesta che per la sua povertade non possino pagare la detta pena pecuniaria, alhora sia condannato, se sara maschio, a stare nella pregione del Commune de la Mirandola per un anno continuo. Ma se sara femina et povera che non habbi d’onde pagare la detta condannatione, alhora sia condannata a stare in pregione sola­mente trenta giorni continui cum pane et aqua solamente, et in ciascuno de li casi predetti se intendi se la detta donna sara vergine, o carnalmente cognosciuta.

Ma la donna maggiore de venticinque anni se possi senza pena maritare a chi la vora et gli piacerà et per questo non perdi la successione de li beni del padre, del avo, o de la madre, et sia olduta se dimandara essere dotata contra del padre, del avo, o de la madre, o fratelo o frateli o ciascuno altro, segondo che essa dovera essere dotata de ragione, et essi possino essere astretti a dotarla segondo la sua condicione et sue facultade come se si fosse maritata de expressa voluntade et expresso consentimento de tuti li predetti a quale overo a quali dovesse spettare se essa inanti el detto tempo se fusse maritata.

Tratto da : Memorie storiche della Città e dell’Antico Ducato della Mirandola –  Volume VI

Statuti della Terra del Comune della Mirandola e della Corte di Quarantola riformati nel MCCCLXXXVI 

Voltati dal latino nell’italiana favella

Tomo unico

Tipografia di Gaetano Cagarelli

Anno 1888

 

2 Responses to Dallo Statuto del Comune della Mirandola – Anno 1386

  1. Ubaldo Chiarotti scrive:

    Correggo 1386!

  2. Ubaldo Chiarotti scrive:

    Questo antico ed importantissimo Statuto conferma se mai ce n’era bisogno, che la culla della civiltà (dott. V. Cappi) delle Valli Basse fu la Corte di Quarantoli, infatti i Signori Pico quando decisero di avere la supremazia nella potente Consorteria dei Figli di Manfredo della suddetta Corte, per dare una maggior legalità alla nuova Corte di Mirandola, sin dal 1318 ne adottarono l’antichissimo Statuto e lo rimaneggiarono in questo nuovo Statuto della Mirandola e della Corte di Quarantula del 1386.

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