“Al Barnardon” del 1883

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1883

Traduzione del “Dascors General” dal dialetto mirandolese all’italiano

AL BARNARDON 1883 – ANNO 5°

“Nona, fa bon vis al Barnardon e in sari cuntent”.

Queste furono le mie ultime parole dell’anno scorso e adesso le ripeterò a tutti voi, miei fedeli lettori, e nello stesso tempo vi ringrazio tanto della buona accoglienza che mi fate, mi avete fatto e spero mi farete anche per l’avvenire.

Ora inizio a dirvi qualcosa a proposito dell’anno nuovo. Il dominatore dell’anno sarà Marte, pianeta dalla luce rossa simile al fuoco e proprio per questo è facile da vedersi anche ad occhio nudo dalla Terra.

Esso ci darà un anno asciutto e fresco e, secondo quanto ho osservato, vi dirò che la Primavera sarà fredda, asciutta fino al 9 giugno e potrebbe esserci anche qualche brinata a danneggiare i “plunzin dal vidi” e ad arrecare qualche dan­no, ma voi dovete stare attenti col termometro e controllare se segna al di sotto degli 8 gradi. Allora sì che c’è da avere paura.

Voi proprietari, fate del fumo nelle campagne con paglia umida o con “malgar”. Piuttosto che ridere su quanto sug­gerisce la scienza, studiate, date il buon esempio e cercate di istruire il povero contadino, non consideratelo come se fosse una macchina; innalzatelo alla dignità di uomo.

Adesso qualche signore dirà: “Ma guarda, al Barnardon cum al protez al cuntaden!”.

Miei cari signori, nella mia vita ho visto tante angherie nei riguardi dei contadini e ne soffro ancora; spero proprio di non vederne più.

La legge elettorale del 22 gennaio 1882 dice che basta saper leggere, scrivere ed aver fatto la 2a Elementare che, se si hanno 21 anni, si ha il diritto di essere Elettore. Quindi anche il contadino porterà la sua “pietra” per formare la Gran Camera dei Deputati e per questo bisogna rispettarlo. Egli è un artigiano che lavora più di qualunque altro.

Una volta maltrattato, si unirà con tanti altri malcontenti e ci potrebbero essere gravi conseguenze.

L’Italia non ha proprio bisogno “at tant burdel”: ha bisogno di pace e di soldi.

Vi chiedo scusa e proseguo nei miei pronostici.

In estate ci sarà gran caldo; non si potrà dormire di notte; ci saranno temporali e fulmini che provocheranno incen­di. L’autunno sarà assai secco e si produrrà buona uva che darà ottimo vino. L’inverno sarà cupo, con giornate molto fredde, con gelo e neve.

In media, però, l’annata sarà discreta e potremmo accontentarci di averne così tante altre.

Il Carnevale sarà cortissimo, perché finirà in febbraio, quindi divertitevi in gennaio.

E lecito perdere il cervello una volta l’anno.

Lo diceva anche il grande Cicerone.

Quattro saranno le eclissi, due di Sole, due di Luna e anche di queste noi non vedremo niente. Faremo senza, come facciamo senza di tante cose più necessarie.

“Nona”.

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