Al Barnardon 1949 – Corsi e ricorsi…..

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“Al dascors general” del Barnardon è scritto in dialetto ma, per facilitare la lettura, l’abbiamo tradotto in italiano “anche se non è la nostra lingua madre”.

1949 (FILEminimizer)
  • AL BARNARDON 1949 – ANNO 68° •

Buon anno, miei cari, con la speranza che l’anno nuovo sia migliore del ‘48, senza gran 48. Infatti le elezioni sono state fatte per dimostrare al mondo la nostra “democrazia”.

Lo sciopero di luglio ha dato dispiacere a qualche famiglia, che si poteva risparmiare, ma speriamo che il popolo comprenda che bisogna volersi bene ed essere uniti per “marciare e non marcire”.

Se un biroccio viene tirato da un somaro, ma è aiutato, procede ugualmente, mentre se è tirato da un cavallo, ma c’è chi mette i bastoni fra le ruote, non arriverà mai alla meta.

Ricordatevi che la politica bisogna lasciarla fare a chi se ne intende, perché “chi non sa navigare, affoga e muore’”.

Lo stampatore, per ringiovanirmi, su alcune righe ha messo del colore rosso, dicendomi che da tanto tempo non facevo progressi. Il mondo cambia ed anch’io devo adeguarmi.

Ora non si vedono più donne con calze fatte in casa, nè giovani con “al tabarr”; indossano tutti indumenti di nylon o di seta pura o di gabardine; fumano sigarette americane e non si vede nessuno con la pipa di terracotta.

Una volta gli ammalati si curavano con “la papina e l’oli ad rizen”; oggi ci sono tante malattie nuove, tanti medici, professori e medicine e specialità nuove, compresa la Penicillina, che ti allungano la vita ma “i sugan la bisacca”.

Non si gioca più al Lotto 8 numeri con quattro soldi, ma al Totocalcio con cinquanta lire.

Col progresso speriamo di diventare tutti ricchi e di vivere senza malinconia e ci abituiamo a spendere i soldi prima di guadagnarli.

Finalmente abbiamo visto il palazzo nuovo e speriamo che facciano altrettanto dove un tempo c’era quello del Registro, sempre bombardato durante la guerra.

Gli agricoltori hanno fatto una buona annata ed auguriamoci che si impegnino sempre di più a lavorare bene la Terra che ricompensa sempre l’uomo operoso.

L’America continua a volerci bene e ad inviarci tanti prodotti che ci mancano e dobbiamo pensare a ricompensarla. Un’idea un po’ strana pare ci sia già: si pensa al “Treno dell’amore” per la primavera per inviare in quella terra tutte le miss e le reginette elette nelle tante feste organizzate, ma soltanto quelle che non hanno trovato marito in Italia. “Ognuno dà quello che ha!”.

A parte gli scherzi, speriamo piuttosto che in America trovino lavoro tanti bravi laureati o diplomati, che qui stentano a sistemarsi.

Di Mirandola ho poco da dire, speriamo cambi la situazione con l’arrivo della bella stagione.

La società “Francia Corta” non ha potuto organizzare il corso, perché a corto di soldi.

La terza Fiera Campionaria nelle Scuole è riuscita bene, ma occorre dare sempre più spazio ad iniziative che valorizzino il lavoro e l’ingegno, mentre si tende più a divertirsi.

Speriamo che l’Unione delle Nazioni d’Europa porti finalmente pace e benessere e si possa essere veramente tutti uniti.

Buona fine e buon principio dal vostro Barnardon.

Tipografia: Ditta C. Grilli, condotta da Riccardo Piccinini.

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